Gli Stati Uniti negano il visto al presidente della federazione dell’Iran a pochi giorni dai Mondiali

I Mondiali cominceranno tra meno di una settimana ma le tensioni diplomatiche tra Stati Uniti e Iran non si sono ancora sciolte. Tutta la squadra ha ottenuto i visti per viaggiare sul territorio statunitense e disputare le tre partite previste dalla fase a gironi, ma ai membri della delegazione non sono stati ancora concessi i permessi necessari. Gli iraniani denunciano un "trattamento discriminatorio" nei confronti del presidente della federazione e di gran parte dello staff dirigenziale che in questo momento sarebbero impossibilitati a seguire la nazionale negli impegni previsti.
Gli Stati Uniti non concedono il visto alla delegazione iraniana
Da qualche ora la nazionale dell'Iran ha ricevuto i visti per poter entrare negli Stati Uniti e giocare le partite dei Mondiali in programma tra Los Angeles e Seattle, ma l'ambasciata iraniana in Turchia ha fatto scoppiare una nuova polemica sottolineando che i permessi non erano stati concessi a gran parte della delegazione e nemmeno al presidente della federazione Mehdi Taj. Allo stato attuale delle cose non potrebbero seguire la nazionale perché non hanno i permessi per entrare nel Paese: "Perché non dite che i visti sono stati negati a gran parte dello staff dirigenziale ed esecutivo, ai consulenti tecnici e ad altri che sono parte integrante di qualsiasi nazionale di calcio? Avete ora portato il trattamento deliberato e discriminatorio contro la nazionale di calcio iraniana al suo massimo livello".

I visti sono stati negati a 13 tra dirigenti e accompagnatori e non è stato accettato nemmeno quello del presidente della Federcalcio iraniana, la massima autorità. Soltanto i calciatori, l'allenatore e il suo staff potranno entrare negli Stati Uniti, un trattamento ingiusto a meno di una settimana dall'inizio del torneo dove l'Iran ha dovuto affrontare numerosi ostacoli prima ancora di potersi presentare in campo. L'ambasciata iraniana si appella alla FIFA per garantire il rilascio dei visti necessari e mettere fine all'ennesima polemica che ha accompagnato l'avvicinamento ai Mondiali.