Atalanta-Napoli è durata soltanto 26 minuti per Gian Piero Gasperini, espulso dall'arbitro Di Bello a causa delle proteste – ritenute eccessive – in seguito alla mancata assegnazione di un calcio di rigore per fallo su Pessina. L'allenatore della Dea ha protestato a lungo sia per la decisione del direttore di gara, sia per la scelta di non ricorrere al VAR per riesaminare la dinamica dell'azione. In seguito all'infortunio di Politano sul capovolgimento di fronte, il gioco è stato fermato e l'arbitro ne ha approfittato per prendere provvedimenti nei confronti di Gasperini, su segnalazione del quarto uomo, visto il perdurare delle rimostranze da parte del tecnico piemontese.

Dopo aver visto il cartellino rosso sventolato da Di Bello, Gasperini ha immediatamente chiesto spiegazioni urlando a gran voce: "Motivo? Motivo?". Poi ha insistito nelle sue proteste, quelle che gli sono costate l'espulsione: "Non posso dire che è rigore? Non posso dire che è un rigore grande come una cosa?". Allontanandosi dalla panchina, si è rivolto anche al quarto uomo, sottolineando ancora una volta – a suo modo di vedere – come la sanzione fosse esagerata: "E poi il cartellino così sempre? Non ti ho detto un ca**o, bada bene a cosa scrivi".

Anche il cameraman posizionato a bordo campo ha pagato in qualche modo il nervosismo di Gasperini. Il tecnico dell'Atalanta, scortato verso l'uscita del campo lungo la linea laterale, ha sbottato dopo qualche metro: "Oh levati per favore eh, dai". Il cameraman gli ha lasciato il passo, per poi continuare a seguirlo a distanza di sicurezza. Quanto è bastato per captare le ultime parole urlate da Gasperini prima di sparire nel tunnel che porta agli spogliatoi: "Che vergogna oh, è una vergogna questa roba qua". Frasi che potrebbero finire nel referto del direttore di gara, con conseguenze sul provvedimento del Giudice Sportivo nei confronti d Gasperini.