Tra i protagonisti dell'ultimo numero del prestigioso ‘France Football', c'è un giocatore che non solo è nato in Italia ma che ha anche conosciuto da vicino il nostro calcio. Si tratta di Marcus Thuram: figlio di Lilian, ex difensore di Parma e Juventus. Il giovane attaccante passato nella scorsa estate al Borussia Moenchengladbach, ha infatti rilasciato una lunga intervista nella quale ha anche raccontato un divertente aneddoto relativo al suo famoso papà.

"Il mio idolo era Ronaldo, giocatore che invece per mio padre era un incubo – ha spiegato Marcus Thuram – Quando giocava contro di lui era il suo terrore, e scendeva in campo molto motivato. Da piccolo avevo una coperta che non lasciavo mai. Ad un certo punto i miei genitori mi dissero che era da buttare e quando io mi ribellai mia madre mi disse: "La daremo a Ronaldo". E così decisi di lasciarla".

Il sogno di una chiamata di Deschamps

Crescere con davanti agli occhi i numeri del ‘Fenomeno', per il giovane Marcus è stata un'ispirazione: "All'inizio della mia carriera giocavo solo per saltare gli avversari in dribbling e non passavo mai il pallone – ha raccontato – Ma ora sono cambiato e ho trovato piacere anche in altre cose: nell'ultimo passaggio, nella conclusione a rete. Il dribbling mi piace ma non mi dà più lo stesso piacere di prima".

Scoperto dal Sochaux ed esploso con la maglia del Guingamp, Marcus Thuram è già diventato un giocatore importante in Germania dove con la maglia del Borussia Moenchengladbach ha messo a segno 10 reti in 28 presenze stagionali. Un buon inizio di stagione, che potrebbe anche regalargli il sogno di raggiungere Didier Deschamps e vestire la maglia della Francia campione del mondo: "Per arrivare in Nazionale devo fare bene con il mio club – ha concluso il figlio di Lilian ThuramQuindi cerco di lavorare al meglio ogni giorno e se arriverà la convocazione sarò ovviamente felice. È giusto pensarci perché è un sogno, ma non ne faccio una malattia. Penso alla stagione della mia squadra, anche se l'idea di arrivare in Nazionale rimane comunque nella mia testa".