Si chiama Francesco Fourneau, ha 36 anni e da sabato sera è diventato l'arbitro più chiacchierato d'Italia. Un status guadagnato perché nell'arbitrare il posticipo di Serie A tra Crotone e Juventus, il fischietto romano ha assegnato un calcio di rigore contro i bianconeri per l'intervento in ritardo di Bonucci su Reca ed ha espulso Federico Chiesa, al debutto con la Vecchia Signora, per un'entrata giudicata troppo dura su Cigarini. Nulla c'entra la sua discrezionalità sulla decisione di annullare il secondo gol di Morata, che aveva portato gli uomini di Pirlo in vantaggio a pochi minuti dal termine: il fuorigioco viene calcolato con una tecnologia tridimensionale dagli addetti al Var (per questo motivo è un'operazione che a volte richiede tempo per essere più precisa), e in quel caso Abisso ha semplicemente ravvisato che il tallone del centravanti spagnolo fosse oltre l'ultimo difensore calabrese, informando Fourneau che ne ha potuto solo prendere atto e comandare calcio di punizione indiretto contro la Juventus.

Francesco Fourneau è diventato un “eroe” suo malgrado: ha arbitrato correttamente la partita, come si richiede a ogni arbitro, ma per questo motivo è stato eletto a idolo di chi pensa che la Juventus goda di un occhio di riguardo. Sui social sono partite campagne di “protezione” nei suoi confronti per paura di ritorsioni sportive sugli sviluppi della sua carriera. Ecco perché ha fatto scalpore la notizia che lo ha visto protagonista a due giorni dalla gara dello Scida: sarà il quarto uomo nel turno infrasettimanale di Serie B tra in Reggina e Cosenza. Quella che suona come una “retrocessione”, però, nasconde ben altro, per due motivi.

Il primo è che da quest'anno non esiste più la divisione dell'Aia tra Can A e Can B: questo sta a significare che gli arbitri possono essere designati indistintamente nel massimo campionato italiano oppure in quello cadetto. La decisione voluta dal presidente dell'Aia Marcello Nicchi riporta le cose a come erano un tempo, fino alla stagione 2009/10, e favorisce un inserimento più graduale di arbitri meno “pronti” ai massimi livelli, così come consente di avere a disposizione i fischietti più blasonati per i match più importanti di B (basti pensare ad Orsato che ha arbitrato l'esordio del Monza in casa contro la Spal).

Il secondo motivo è che c'è una naturale turnazione tra gli arbitri, e – solitamente – chi una settimana è impegnato come arbitro centrale, quella dopo svolge il ruolo di quarto uomo o di Var. È un modo di preservare la condizione atletica dei fischietti, oltre che di garantire a tutti lo stesso numero di gare arbitrate. Gli arbitri a disposizione del designatore Rizzoli sono 48, e le partite settimanali tra Serie A e B sono 20: tutti devono scendere in campo lo stesso numero di volte come arbitro centrale in modo da avere a fine anno una media voto il più possibile omogenea per stilare la graduatoria di fine stagione che stabilisce – insieme a altri fattori, tra i quali l'età – dismissioni e promozioni a internazionale.

Di più, Fourneau è l'unico dell’organico ad aver arbitrato nell'ultima giornata di campionato (per di più nel posticipo) che sarà impegnato anche nel turno infrasettimanale di B. Lavoro extra dunque per il fischietto romano, che già lo scorso anno aveva iniziato a calcare i campi di Serie A con 3 presenze (tra le quali anche Juventus-Sampdoria, gara che assegnò lo scudetto ai bianconeri) e aveva concluso la stagione arbitrando bene la delicatissima finale play-off tra Frosinone e Spezia, terminata 1-0 per i liguri. Gare importanti e impegni fitti per il fischietto 36enne, che testimoniano come sia tenuto in buona considerazione di vertici arbitrali che con ogni probabilità gli assegneranno sempre più match del nostro massimo campionato. Alla faccia della “retrocessione”.