La Fiorentina non vince in campionato dal 17 febbraio scorso (in trasferta sul campo della Spal) e per trovare un successo in casa bisogna addirittura risalire a dicembre 2018 (3-1 all'Empoli). In questa stagione ha raccolto 2 punti in 4 partite, è ultima in classifica. Avvio peggiore non poteva esserci per la Viola che può giustificare solo in parte un inizio così disastroso (e al di sotto delle attese) con gli avversari finora incontrati (Napoli, Juventus, Atalanta… 3 delle quattro formazioni che partecipano alla Champions). Ufficialmente il presidente dei toscani, Rocco Commisso, ha sempre confermato la fiducia a Vincenzo Montella ma se il trend di risultati non cambia la posizione del tecnico può precipitare da un momento all'altro. Del resto i numeri non sono dalla sua parte: da quando ha accettato l'incarico al posto di Pioli ha ottenuto 4 punti in 11 partite (4 pareggi e 7 sconfitte). Unica (magra) soddisfazione: successo in Coppa Italia contro una formazione di Serie C, il Monza.

Tre gare per decidere il futuro dell'allenatore della Fiorentina

Sampdoria (al Franchi nel turno infrasettimanale), Milan domenica (posticipo della 6a giornata) e poi ancora Udinese potrebbero essere fare da spartiacque nel rapporto tra il club e l'allenatore. Tre avversari alla portata della Fiorentina e che, complice la sosta per gli impegni della Nazionale, determineranno il destino di Montella. Solo la vittoria contro i liguri può aiutarlo, qualsiasi altro risultato assesterebbe un'ulteriore spallata alla sua esperienza in Riva all'Arno.

Luciano Spalletti candidato numero uno al posto di Montella

Chi può arrivare al suo posto in caso di esonero? Luciano Spalletti, nome caldo anche per la panchina del Milan – laddove Giampaolo nemmeno dorme sonni tranquilli a causa delle difficoltà palesate dai rossoneri -, è il candidato che può arrivare al posto dell'aeroplanino. È l'ex allenatore dell'Inter l'alternativa numero uno a Montella per rilanciare le ambizioni di una squadra che ha scelto di trattenere Federico Chiesa – nonostante l'insistenza della Juventus e la volontà dello stesso calciatore – e ha convinto Franck Ribery ad accettare il trasferimento in Italia.