Un gruppo di ragazzi vogliosi di mettersi in mostra e di regalare un sogno al proprio allenatore, alla società e all’intera città. E’ questa Verona oggi: una squadra in piena zona Europa League, che se dovesse finire adesso il campionato, avrebbe compiuto un vero e proprio miracolo. Un’età media di 26 anni, con Pazzini e Miguel Veloso, fra i più esperti del gruppo allenato da Juric, a tenere alta l’attenzione dei più giovani. Talenti che sabato scorso sono stati in grado di battere la Juventus dei campioni, quella di Cristiano Ronaldo, davanti agli occhi attoniti, commossi e divertiti del popolo scaligero. Ecco, proprio CR7, mister 31 milioni di euro all’anno.

È quanto percepisce il portoghese con i bianconeri. Pensate che l’intera squadra del Verona percepisce meno di un terzo di quello che guadagna il fuoriclasse della Juventus in un anno intero: 9,5 milioni di euro. E fa specie vedere i vari Pessina, Zaccagni e Verre, autentici sconosciuti prima dell’inizio di questa stagione, esultare sotto gli occhi dell’ex Real. Loro che, di Ronaldo, avevano solo potuto ammirare le sue gesta in tv fino a qualche mese fa.

Da Kumbulla Gunter: difesa sconosciuta ad inizio stagione

Alzi la mano chi pensava che leggere una difesa composta da Kumbulla, Gunter e Rrahmani potesse fare così bene. Già, perché forse nessuno conosceva chi fossero questi calciatori, anzi, ne ignoravano assolutamente l’esistenza. E allora ecco che direttamente dalle giovanili dell’Hellas è emerso il classe 2000 Kumbulla, capace anche di fare un gol alla Juventus (poi annullato dal Var). Origine albanese ma nato a Peschiera del Garda, sta già dimostrando il suo enorme valore. Così come Rrahmani, preso lo scorso luglio dal Verona per 2 milioni di euro dalla Dinamo Zagabria e ora rivenduto al Napoli dopo soli 6 mesi per 14.

Numeri assolutamente pazzeschi e inaspettati anche per Koray Gunter, tedesco con passaporto turco che dopo essere approdato in Italia al Genoa dal Galatasaray la scorsa stagione, senza trovare fortuna, si è trasferito all’Hellas in prestito trovando un successo assolutamente meritato.

Il centrocampo offensivo con Verre e Pessina a fare i gol con Zaccagni

E che dire dei centrocampisti offensivi dell’Hellas? Senza una punta di ruolo infatti, Juric s’affida all’imprevedibilità di gente come Valerio Verre, una vita in Serie B per un predestinato cresciuto nella Roma e che solo quest’anno ha avuto modo di far vedere il suo enorme valore come ‘falso nove’. Al pari di Pessina, che in prestito dall’Atalanta, ha confermato ciò che si diceva di lui nel club bergamasco, che da sempre l’ha definito come uno dei talenti più preziosi del nuovo corso delle giovanili della Dea.

A soli 22 anni ha già realizzato 3 gol diventando una sorta di talismano per la curva scaligera. Con loro, anche Mattia Zaccagni che si è subito ritagliato un posto importante in Serie A segnando anche la prima rete decisiva dell’Hellas, quella dei primi tre punti sul campo del Lecce. Falso nove anche lui con una tecnica sublime e un’intelligenza tattica capace di leggere ogni spazio di giocata. Cesenate di nascita, per lui gli assist, ora, sono addirittura 6 con 1 rete all’attivo.

È SUCCESSO? È SUCCESSO! #GoodMorning #Verona #hellasverona #TIfiAMOHELLAS

A post shared by Hellas Verona FC (@hellasveronafc) on

Lazovic e Faraoni riemersi e tornati a fare i fenomeni sugli esterni

Il computo dei talenti del Verona nell’11 titolare, lasciando per un attimo da parte uno come il portiere Marco Silvestri, che prima di questa stagione in Serie A aveva giocato solo 5 presenze delle 28 attuali maturate soprattutto in virtù delle 23 volte in cui è sceso in campo quest’anno, la vera sorpresa arriva dagli esterni. Lazovic già al Genoa, aveva dimostrato di poter essere un giocatore affidabilissimo in fase offensiva e lo sta confermando lungo l’out sinistro scaligero, assolutamente di sua proprietà.

Mentre a destra Davide Faraoni, da sempre un predestinato quando giocava nella Primavera di Lazio e Inter, ha saputo confermare la già ottima annata vissuta la scorsa stagione con la promozione in A, rilanciandosi dopo alcuni campionati vissuti nell’anonimato. Spinta, grinta e determinazione che hanno messo in difficoltà anche Alex Sandro e Rabiot nella notte in cui l’Hellas è diventato grande battendo i campioni d’Italia. A 28 anni, dopo una stagione simile, Faraoni adesso potrebbe anche sognare una convocazione a sorpresa in vista di Euro 2020.

Gli stipendi del Verona

Il prossimo 30 giugno 2020, Matteo Pessina, centrocampista offensivo del Verona, classe 1997, tornerà all’Atalanta dopo il prestito dell’attuale stagione. Lui, che è diventato il fulcro del gioco di Juric, è i terzultimo nella classifica degli stupendi dell’Hellas. ‘Soli’ 200mila euro per un giocatore che è riuscito a mettere a ferro e fuoco la retroguardia bianconera. E che dire di Valerio Verre e di Mattia Zaccagni: 400mila euro. Con il primo, rigorista quando in campo non c’è Pazzini, e il secondo a fare da punta aggiunta nel 3-4-2-1 senza attaccanti di ruolo creato da Juric.

Con la stessa cifra anche Miguel Veloso, mentre gli emergenti di lusso come Amrabat (già preso dalla Fiorentina) e Rhahmani (acquisto del prossimo anno del Napoli), con il ritrovato Faraoni, sono fermi a 300mila al pari del portiere rivelazione Silvestri e dell’altra sorpresa in difesa, Gunter. E pensare che Pazzini (1,3 milioni, il più alto ingaggio), Stepinsiki (600mila euro) e Di Carmine (800mila euro) con ingaggi nettamente più alti, sono panchina fissi. Al pari di Bocchetti e Badu (500mila euro). Solo Borini, arrivato a gennaio (con 700mila euro di ingaggio) gioca con maggiore continuità rispetto a coloro i quali guadagnano molto di più rispetto a tutto il resto del gruppo.