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Eriksen salvato dal defibrillatore sottocutaneo: il video mostra il gesto delle mani, la differenza con 5 anni fa

A differenza dell’arresto cardiaco da fibrillazione ventricolare di 5 anni fa agli Europei, il nuovo episodio occorso a Christian Eriksen durante l’amichevole tra Danimarca e Ucraina è stato gestito in maniera decisamente meno drammatica in campo: è infatti entrato in azione all’istante il defibrillatore sottocutaneo del giocatore, che stavolta è rimasto cosciente e ha lasciato il terreno di gioco camminando da solo. L’entrata in azione del dispositivo salvavita è resa evidente dalle immagini: Eriksen non crolla a peso morto, ma si porta le mani al petto.
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Vedere Christian Eriksen accasciarsi all'improvviso sul terreno di gioco e tutti gli altri intorno richiamare con urgenza i soccorsi ha riportato in maniera angosciante alla memoria quanto accaduto cinque anni fa, quando il cuore tradì per la prima volta il centrocampista. Sempre con la sua nazionale, la Danimarca: all'epoca durante un match della fase finale degli Europei contro la Finlandia, stavolta in un'amichevole con l'Ucraina, poi sospesa sul 2-1 per gli scandinavi e non portata a termine visto lo stato di shock generale. La grande differenza rispetto al primo attacco di aritmia quasi letale è stata che in questo caso è entrato in azione il defibrillatore sottocutaneo impiantato nel petto di Eriksen, come si evince chiaramente dalle immagini.

Cosa mostra il video di Eriksen durante Danimarca-Ucraina: la scossa data dal defibrillatore interno

Come ha sottolineato anche il cardiologo americano Sadi Raza, l'entrata in azione immediata del defibrillatore interno – che fu impiantato a Eriksen pochi giorni dopo il primo episodio e che lo ha costretto a lasciare l'Inter e la Serie A per andare a giocare in squadre di campionati più permissivi dal punto di vista delle garanzie per la salute (Brentford, Manchester United e in ultimo Wolfsburg, suo attuale club) – è resa evidente dal comportamento del calciatore, che non crolla a peso morto perdendo conoscenza, ma all'improvviso appare colpito da una scossa e si mette le mani sul petto.

"Il suo defibrillatore lo ha sottoposto a una scarica, ed è per questo che la sua reazione iniziale è come essere stato colpito da una mazza da baseball al petto", ha spiegato il cardiologo di Dallas. È stato poi la stessa Federcalcio danese a riportare le parole del medico della nazionale, Morten Boesen, che ha spiegato che il dispositivo sottocutaneo "ha risposto come doveva". Ovvero rilevando e risolvendo rapidamente l'aritmia che stava insorgendo nel muscolo cardiaco. "Christian sta bene e ha lasciato il campo camminando da solo – ha aggiunto il dottore – È stato incosciente solo brevemente, ha ripreso conoscenza molto velocemente e siamo stati subito in contatto con lui. Ora farà ulteriori esami in ospedale per capire cosa ha provocato l'incidente".

La differenza col primo episodio di fibrillazione ventricolare agli Europei di 5 anni fa: Eriksen resta cosciente e cammina

Come si vede, una differenza enorme con quello che accadde la prima volta, quando nel match degli Europei Eriksen ebbe un arresto cardiaco da fibrillazione ventricolare. Fu incosciente, senza polso, e servì subito il massaggio cardiaco, seguito poi da una scarica del defibrillatore esterno, per far ripartire il cuore con ritmo normale. Il cuore del calciatore rimase fermo per alcuni minuti e solo la velocità e competenza dei soccorsi gli salvò la vita e scongiurò anche danni permanenti al cervello.

Come funziona il defibrillatore sottocutaneo impiantato a Eriksen

Ieri a Odense le conseguenze del malfunzionamento dell'apparato cardiaco di Eriksen sono state ben diverse, grazie al suo dispositivo salvavita. Ma come ha funzionato? L'ICD (Implantable Cardioverter Defibrillator) è un piccolo aggeggio impiantato sotto la pelle vicino alla clavicola, collegato al cuore con fili sottili. Monitora continuamente il ritmo cardiaco: se rileva un'aritmia pericolosa (come fibrillazione ventricolare o tachicardia ventricolare), eroga automaticamente una scarica elettrica per resettare il cuore e farlo ripartire con ritmo normale. È un defibrillatore interno sempre attivo, che interviene in pochi secondi senza bisogno di intervento esterno come invece accadde nel 2021. Quanto successo durante Danimarca-Ucraina è la dimostrazione di quanto questi dispositivi siano efficaci e possano salvare vite.

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