In attesa di buone notizie dai vari tamponi che si stanno svolgendo in queste ore in tutti i centri sportivi, sull'argomento delicato del protocollo sanitario è intervenuto Enrico Castellacci: presidente dei medici sportivi italiani. "Il protocollo è datato, il virus va in divenire e quindi il protocollo deve essere attuato. Non è stato eseguito alla lettera, chiudere tutti in una bolla significa restare chiusi in albergo e non poter avere contatti all'esterno. Non c'è stato un minimo di coordinamento nazionale, una direzione unitaria a livello governativo".

Le Asl e il campionato

Dopo il caso Juventus-Napoli, che ha fatto e che sta facendo ancora discutere, anche l'ex medico sociale della Nazionale azzurra ha voluto dire la sua opinione: "Qualsiasi Asl d'Italia può bloccare qualsiasi società e in questo modo il campionato non può andare avanti. O si cambia il protocollo che non dà adito a dubbi o ci si ferma – ha spiegato ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli – Se la Juve è convinta di aver fatto bene, spiegatemi il motivo perché il Napoli dovrebbe essere condannato se ha seguito il protocollo siccome le Asl fanno parte di quelle eccezioni in esso inserite".

Il focolaio di Genova

"Il caso Genoa è scioccante solo perché parliamo di calcio – aveva aggiunto il sessantanovenne medico toscano, durante un suo intervento a TeleCapri nel corso della trasmissione ‘TeleCapri Onda Azzurra' – Purtroppo i focolai in Italia sono emersi in vari ambienti di lavoro, difficile che il calcio rifuggisse a questa ipotesi. Indubbiamente passare in due giorni da 2 a 14 positivi impressiona, ma questo ci conferma che il tampone va fatto almeno 72 ore dopo il contatto con l'eventuale positivo, per avere risposte certe".