A due giorni da Juventus-Napoli (o di ciò che doveva essere) restano ancora in sospeso interrogativi e domande. Una su tutte: cosa è successo per arrivare al divieto di trasferta imposto dall'ASL al Napoli nel pomeriggio di sabato nonostante i margini concessi dal protocollo? Se lo chiede anche la Procura della Federcalcio, che ha aperto un'indagine sull'applicazione delle regole sanitarie da parte del club azzurro, messa indirettamente in discussione anche dal presidente Agnelli nella serata di domenica. "L’ASL interviene se il protocollo non viene osservato correttamente", ha spiegato accompagnato in conferenza stampa dal responsabile sanitario della Juve. Come a dire: se c'è stato un intervento, sarà stata ravvisata una violazione del protocollo da parte del Napoli.

Le indagini della Procura federale si stanno concentrando sulle mosse del club azzurro dal momento in cui è stata ravvisata la positività di Zielinski fino alla mancata partenza per Torino, su divieto dell'ASL secondo quanto sostenuto dal Napoli. Fino a quel momento, la settimana degli azzurri era stata impostata sulla prudenza in seguito ai 12 casi di positività accertati nel Genoa a 24 ore dalla partita giocata al San Paolo. Nessun isolamento preventivo, visto che non è previsto dal protocollo, ma la società aveva predisposto un giro di tamponi in più rispetto ai due previsti di norma, per avere informazioni più precise alla luce di quanto emerso dopo Napoli-Genoa.

Venerdì 2 ottobre: Zielinski positivo al Covid

Al secondo giro di tamponi (effettuati giovedì, con esito comunicato venerdì) Piotr Zielinski risulta positivo al Covid. Il Napoli si rivolge dunque all'ASL di competenza per quello che è un passaggio obbligato, previsto dalle regole. Da questo punto in avanti entra in scena la circolare della quarantena soft, il cuore del protocollo attualmente in vigore, quella che stabilisce le ‘Modalità attuative della quarantena per i contatti stretti dei casi COVID-19, in particolari contesti di riferimento, quali l’attività agonistica di squadra professionista‘. Nel testo è esplicitato in modo chiaro il ruolo di riferimento delle autorità sanitarie (ASL Napoli 1 e 2 in questo caso).

"Il Dipartimento di prevenzione, in presenza di un caso positivo, fornisce informazioni e indicazioni chiare, anche per iscritto, sulle misure precauzionali da attuare ed eventuale documentazione informativa generale sull’infezione da SARS-CoV-2, comprese le modalità di trasmissione, gli interventi di profilassi necessari (sorveglianza attiva, quarantena, ecc.), le istruzioni sulle misure da attuare in caso di comparsa di sintomatologia e la descrizione dei possibili sintomi clinici".

Nelle comunicazioni di venerdì tra il Napoli e l'ASL si parla di isolamento fiduciario per tutti i contatti stretti del calciatore, che il Napoli indica nei componenti del gruppo squadra con cui Zielinski ha lavorato quotidianamente. L'ASL Napoli 1, in particolare, fa riferimento proprio alla circolare prot. 21463 e chiede al Napoli informazioni sul domicilio presso il quale sarà osservato l'isolamento da parte dei contatti stretti di Zielinski. È questo uno dei nodi cruciali dell'intera vicenda, zona d'ombra su cui la Procura federale sta provando a far luce: il Napoli ha applicato correttamente il protocollo? Il passaggio che spiega la procedura da seguire in caso di positività è il seguente.

"Nel caso in cui risulti positivo un giocatore il Dipartimento di Prevenzione territorialmente competente ne dispone l’isolamento ed applica la quarantena dei componenti del gruppo squadra che hanno avuto contatti stretti con un caso confermato. Il Dipartimento di prevenzione può prevedere che, alla luce del citato parere del 12 giugno 2020 n. 88 del Comitato tecnico scientifico nominato con ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 630 del 3 febbraio 2020, alla quarantena dei contatti stretti possa far seguito, per tutto il “gruppo squadra”, l’esecuzione del test, con oneri a carico delle società sportive, per la ricerca dell’RNA virale, il giorno della gara programmata, successiva all’accertamento del caso confermato di soggetto Covid-19 positivo, in modo da ottenere i risultati dell’ultimo tampone entro 4 ore e consentire l’accesso allo stadio e la disputa della gara solo ai soggetti risultati negativi al test molecolare. Al termine della gara, i componenti del “gruppo squadra” devono riprendere il periodo di quarantena fino al termine previsto, sotto sorveglianza attiva quotidiana da parte dell'operatore di sanità pubblica del Dipartimento di Prevenzione territorialmente competente".

Alla notizia della positività al Covid di Zielinski i calciatori del Napoli hanno già lasciato il centro sportivo dopo la seduta di allenamento svolta in mattinata. Per tutti scatta l'isolamento: lo osserveranno presso le proprie abitazioni, dove resteranno nella serata di venerdì. È corretto ai fini del protocollo? Nella circolare non si menzionano esplicitamente le modalità della quarantena che dovrà seguire il ‘gruppo squadra', ma si cita il verbale del 12 giugno 2020 n. 88, nel quale il Comitato tecnico scientifico ribadisce "l’importanza di predisporre immediato isolamento di tutti i componenti del gruppo squadra secondo le modalità già concordate e in essere per gli allenamenti di gruppo". Nel documento a cui si fa riferimento, quello preparato per consentire la ripresa degli allenamenti nello scorso mese di maggio, si specifica che in caso di positività "tutti gli altri componenti del ‘gruppo squadra' verranno sottoposti ad isolamento fiduciario presso una struttura concordata". La famosa bolla. Su questo passaggio, in particolare, si stanno concentrando le attenzioni della Procura federale nel tentativo di rilevare eventuali errori o negligenze da parte del Napoli.

Sabato: il Napoli non parte per Torino

Discorso analogo per quanto accaduto nella mattinata di sabato. I calciatori si ripresentano a Castel Volturno per effettuare il terzo tampone della settimana (in modalità drive through) e fanno immediatamente ritorno presso le proprie abitazioni in attesa dei risultati del test: spostamenti in regime di isolamento fiduciario – ma comunque nei confini tracciati dalla circolare 21463 – oggetto di approfondimenti da parte della Procura federale. Dopo l'esito dei tamponi, che confermano la positività di Elmas, il gruppo squadra (ad eccezione dei positivi) fa rientro a Castel Volturno per effettuare la rifinitura in vista della partita contro la Juventus e successivamente partire, direzione Torino.

Nel frattempo continua il carteggio tra il Napoli e le due ASL coinvolte nella storia, altro versante delicato dell'indagine. Il Napoli chiede chiarimenti a fronte delle indicazioni fornite dall'ASL nelle varie comunicazioni e arriva a coinvolgere anche la Regione Campania: tra una mail e l'altra si perde il ruolo centrale del protocollo e alle 18:25, mediante l'intervento del vicecapo di gabinetto della Regione, viene sancito l'isolamento domiciliare per tutti i calciatori e i membri dello staff. Per il Napoli si tratta evidentemente di un divieto e salta la partenza per Torino, programmata in serata. I calciatori fanno rientro a casa per rispettare l'isolamento e la dirigenza azzurra mette al corrente della situazione Federcalcio e Serie A, ma la Lega è irremovibile: dopo aver preso visione di tutti i documenti inviati dalle ASL al Napoli, conferma lo svolgimento della partita per domenica sera alle 20:45.

Domenica: Juventus-Napoli si gioca, ma non si gioca

Nelle Regole relative a impatto Covid-19 / gestione casi di positività e rinvio gare, la Lega Serie A specifica le regole da seguire in caso di positività in relazione allo svolgimento del campionato ‘fatti salvi eventuali provvedimenti delle Autorità statali o locali‘. In questo caso, però, la Lega non ritiene che il provvedimento delle due ASL in questione impedisse al Napoli di partire per Torino. Lo spiegherà in una nota ufficiale, nel pomeriggio di domenica.

"Nel merito è opportuno ricordare che la nota della ASL campana si è limitata a notificare il provvedimento ordinario di isolamento fiduciario nei confronti dei contatti stretti del giocatore Zielinski. Nel caso di specie, invece, si applica il Protocollo Figc concordato con il CTS e integrato dalla Circolare del Ministero della Salute lo scorso 18 giugno, che recepisce il parere del CTS n. 1220 del 12 giugno 2020, che non è stato tenuto in considerazione neanche nella mail del vice capogabinetto del Presidente della Regione Campania".

È questo il passaggio in cui deflagra lo scontro istituzionale intorno al protocollo e alla sua applicazione. Per il Napoli rispettare la circolare equivale a violare le direttive dell'ASL e commettere un reato. Il club partenopeo, in questo senso, ottiene un'ulteriore delucidazione da parte dell'ASL Napoli 2, la più chiara di tutte: "Non sussistono le condizioni che consentano lo spostamento in piena sicurezza". La partita è ormai saltata. La Juventus si presenta regolarmente allo stadio, l'arbitro Doveri attende i canonici 45 minuti e con il fischio finale sancisce l'epilogo di una domenica surreale.

Il verdetto del Giudice Sportivo: 3-0 a tavolino?

La coda di Juventus-Napoli si preannuncia lunga. La palla per ora è nelle mani del Giudice Sportivo, che si è preso più tempo del solito per notificare i provvedimenti relativi all'ultima giornata di campionato. Il caso Juve-Napoli è complesso e va analizzato nel dettaglio: da Codice di Giustizia Sportiva, la squadra che non si presenta viene sanzionata con il 3-0 a tavolino e un punto di penalizzazione in classifica. Qualora accadesse, i legali del club azzurro hanno già preannunciato l'intenzione di fare ricorso alla giustizia ordinaria. La partita che non si è mai giocata, in un certo senso, sta per iniziare adesso.