18 Maggio 2021
16:19

Elneny si espone a supporto della Palestina e l’Arsenal diventa oggetto di pressioni di uno sponsor

Mohamed Elneny, centrocampista egiziano dell’Arsenal, ha pubblicato sul suo profilo Twitter un post di vicinanza al popolo palestinese e il Gruppo Lavazza avrebbe fatto pressioni sul club londinese per le esternazioni del calciatore. Intanto sono stati creati degli hashtag contro il noto marchio di caffè, per il comportamento avuto nei confronti del club e dell’atleta; e la FA non punirà chi esporrà le bandiere israeliane o palestinesi in questo finale di stagione.
A cura di Vito Lamorte

Il conflitto tra israeliani e palestinesi è un affare che ha origine lontane, all'inizio del 1900; e tutt'ora non ha trovato una adeguata risposta politica e diplomatica. Da diversi giorni ormai gli attacchi aeri e i raid proseguono in maniera drammatica in Medio Oriente con morti, feriti e danni che aumentano sopratutto nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. Ci sono stati tanti messaggi di supporto da parte di sportivi e personaggi pubblici in questi giorni per invocare la pace e nelle scorse ore in Inghilterra ha avuto un certo risalto il caso del centrocampista dell’Arsenal, Mohamed Elneny. Il calciatore egiziano dei Gunners ha pubblicato sul suo profilo Twitter un post di vicinanza al popolo palestinese "My heart my soul, my support for you Palestine" e il club londinese avrebbe subito contattato l'atleta per parlare delle implicazioni che quella sua esposizione politica sui social media ha suscitato preoccupazione da parte di uno degli sponsor.

L'Arsenal ha confermato di essere stata contattata dal Gruppo Lavazza e lo stesso gruppo ha espresso tutta la sua preoccupazione al quotidiano Jewish Chronicle: "Ci siamo messi immediatamente in contatto con l’Arsenal per rimarcare le nostre preoccupazioni sul fatto che il club sia associato a tale messaggio. Il contenuto di tale post non è assolutamente allineato con i valori della nostra compagnia. Il Gruppo Lavazza è totalmente impegnato nella lotta al razzismo e all’antisemitismo”.

Il club londinese ha ribadito all'emittente Sky Sports News che "qualsiasi dipendente dell'Arsenal e tutti i nostri giocatori hanno il diritto di esprimere le proprie opinioni sulle proprie piattaforme. Detto questo, ne abbiamo parlato con Mo in modo che comprenda le implicazioni più ampie della sua esposizione. Come club, ci impegniamo ad affrontare ed eliminare tutte le forme di discriminazione e continuare a sostenere la necessità di uguaglianza e diversità in tutti i settori della vita quotidiana".

Sempre secondo il Jewish Chronicle, il post di Elneny avrebbe fatto infuriare i tifosi ebrei dell'Arsenal perché includeva un'immagine marchiata "Palestine Lives Matter" e Tal Ofer, membro del Board of Deputies of British Jews, avrebbe esercitato pressioni sugli sponsor del club affinché rispondessero al tweet ma solo Lavazza ha accolto il suo appello. Secondo il tabloid The Mirror Ofer si sarebbe addirittura rivolto alla Football Association per sospendere il giocatore.

Intanto sono stati creati degli hashtag come "We Support Elneny", utilizzato in inglese e arabo perché tanti tifosi hanno preso le difese del centrocampista egiziano; e "Boicotta Lavazza", perché c'è un sentimento di rabbia nei confronti del noto marchio di caffè per la pressione messa all'Arsenal in merito al tweet di Elneny. Alcuni supporter hanno paragonato il caso di Elneny a quello di Mesut Ozil, che secondo tanti è stato messo da parte dopo aver detto la sua opinione sul modo in cui viene trattata la minoranza uigura in Cina.

La FA nelle scorse ore ha fatto sapere che non punirà tifosi, giocatori o club che esporranno le bandiere israeliane o palestinesi nelle gare di questo finale di stagione dopo che Hamza Choudhury e Wesley Fofana del Leicester hanno mostrato la bandiera della Palestina dopo la finale vinta a Wembley contro il Chelsea.

Intanto il conflitto tra israeliani e palestinesi sta andando avanti per il settimo giorno consecutivo e la situazione è sempre più complessa, nonostante gli sforzi diplomatici per provare a fermare questo conflitto si starebbero intensificando ora dopo ora.

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