“Quanti Scudetti ha? Io il numero non me lo ricordo nemmeno. Però come ha detto il presidente Agnelli lui è uno che segue le regole e le rispetta, quindi sono due di meno". Così parlò Daniele De Rossi sul numero degli scudetti della Juventus. L'ex centrocampista della Roma e della Nazionale Italiana ospite del programma di La7 ‘Propaganda Live’, ha parlato dei suoi piani per il presente e per il futuro: "Ora faccio il padre a tempo pieno, la cosa non mi annoia ma spero che non duri per sempre. Voglio fare l’allenatore, ma non potevo immaginare che ci si mettesse di mezzo una pandemia. Mi sarebbe piaciuto osservare altri tecnici e studiare, ma è scoppiata l’emergenza Coronavirus".

DDR ha parlato del momento particolare che il calcio italiano sta vivendo e ha parlato dell'impatto della pandemia sul campionato: "I campionati sono regolari, ma non verranno ricordati come i più belli della storia. Quello della scorsa stagione è stato un po’ falsato, visto che la Lazio andava a duemila ed il Milan era in difficoltà e poi è cambiato tutto. Questo è già regolare, ma alla fine è più fortunato chi ha meno positivi".

L'ex capitano della squadra giallorossa non si è tirato indietro sull'attualità e visto che in questo periodo si parla molto di negazionismo ha spiegato così il suo punto di vista: "Negazionisti ci si nasce. Conosco una persona che quando giocava continuava a pensare che la Juventus vincesse solo per il potere e per la FIAT. Mi diceva che la Juve deve vincere perché ci sono gli Agnelli e pensava pure che i calciatori non facessero l’antidoping".

De Rossi è stato uno dei centrocampisti più forti del panorama europeo per diversi anni e dopo la parentesi al Boca Juniors ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo per dedicarsi alla sua famiglia ma non ha nessuna intenzione di rinunciare al calcio.