C'è un fuggifuggi generale a Roma, ovviamente sponda giallorossa. Mentre quella biancazzurra festeggia la vittoria sull'Inter che la rilancia per la corsa al tricolore, inserendosi nel testa a testa tra i nerazzurri e la Juventus, a Trigoria ci si lecca le ferite e, sopratutto, si studiano eventuali contromosse per scuotere l'ambiente, oramai entrato in crisi di gioco, risultati e idee. L'ultimo ko, arrivato contro l'Atalanta pur trovando l'illusorio vantaggio nel primo tempo, è l'ultimo dei sette stagionali in campionato ma soprattutto il terzo consecutivo.

Una situazione allarmante che, ad oggi, non preclude la classifica dove la Roma è ancora ancorata alla zona Europa, quinta in classifica a sole sei lunghezze dalla qualificazione in Champions League. Eppure, questo dato non rallegra l'ambiente giallorosso che non trova il successo in campionato da un mese, dallo scorso 19 gennaio quando si impose sul Genoa. Da allora, un pareggio (nel derby) e tre ko consecutivi (Sassuolo, Bologna e Atalanta) che stanno portando la società di James Pallotta (sempre in lizza per la cessione) ad una – nuova – rivoluzione totale.

La frattura tra ds e giocatori

L'imputato numero uno sembra essere stato individuato nella figura di Gianluca Petrachi, il direttore sportivo arrivato dal Torino solamente in estate e già nell'occhio del ciclone per avere scardinato gli equilibri dello spogliatoio. Non sarebbero piaciute al gruppo le dichiarazioni sulla sua ‘sfuriata' nello spogliatoio dopo il primo tempo contro il Sassuolo. Parole e atteggiamenti che sarebbero dovute restare tra le quattro mura, in un faccia a faccia acceso ma personale e che, invece, sono rimbalzate sulla stampa creando più confusione che riportando il sereno. Al ritorno da Bergamo, le cronache raccontano di una scollatura tra il ds e i giocatori che non si parlerebbero più.

Petrachi via, Ausilio e Faggiano nel mirino

Più che dover mettere mano ad un intero gruppo a metà cammino (e con ancora nulla di pregiudicato) la società dovrà forzatamente parlare con lo stesso Petrachi, il cui futuro appare già a febbraio segnato: difficilissimo prevedere un rinnovo a fine stagione se non attraverso l'ennesimo progetto tecnico estivo. Più plausibile un suo commiato, continuando sulla scia di Fonseca e della rosa attuale, soprattutto se alcuni obiettivi verranno mantenuti (come la qualificazione europea). Una posizione delicata che non escluderebbe al momento anche le clamorose dimissioni del ds, venendo a mancare i presupposti per poter lavorare e a Roma non sono mancati i sostituti: Faggiano, bravo ds della realtà di Parma, ma anche Ausilio, che si libererebbe se Petrachi – amico di Conte – approdasse all'Inter.

Il malumore dei giocatori e il difficile riscatto di Smalling

Intanto si vocifera anche di una rosa che a giugno potrebbe portare a cambiamenti. Molti ‘senatori' che sono rimasti in estate, al momento guidano la schiera dei delusi: Diego Perotti e Edin Dzeko in testa con il bosniaco che ha rifiutato offerte importanti (come l'Inter) ma che ora avrebbe qualcosa in più di un semplice rimpianto. Senza dimenticare che uno dei pochi acquisti azzeccati, Chris Smalling, potrebbe non venire riscattato. Il difensore sta facendo benissimo ma 40 milioni tra cartellino e ingaggio per riscattarlo dal Manchester United sono troppi per una società che a giugno si ritrovasse con il nulla in mano.