Tra poche ore si disputerà Lione-Juventus, partita valida per gli ottavi di finale di Champions League. In Francia sono volati ben tremila tifosi bianconeri. C'era un po' di apprensione a causa degli appelli lanciati dai sindaci dei paesi che costeggiano la città francese, ma non c'è stato alcun tipo di problema per i supporter della Juventus che non sono stati sottoposti a nessun controllo preventivo legato alla diffusione del Coronavirus.

L'arrivo dei tifosi della Juventus a Lione

Nei giorni scorsi i sindaci di Décines e Charpieu avevano chiesto di non far arrivare in Francia i tifosi bianconeri, non c'è stato però alcun divieto e in tanti sono giunti a Lione direttamente dall'Italia. Le preoccupazioni di queste ore sono state spazzate via rapidamente perché non sono stati fatti controlli per il Coronavirus per i tifosi della Juventus. Quelli che sono arrivati in Francia in auto o in pullman passando dal traforo del Frejus hanno subito solo il controllo del passaporto, che rappresenta la prassi regolare. Insomma non sono state prese ulteriori misure di sicurezze per chi arrivava direttamente dall'Italia.

Le parole di Sarri sul Coronavirus, prima di Lione-Juve

Nella conferenza stampa della vigilia di Lione-Juventus è stata fatta una domanda sul Coronavirus al tecnico bianconero che parlando dei timori dei sindaci di Décines e Charpieu ha risposto in modo molto tagliente, ma lo ha fatto numeri alla mano:

Il Coronavirus è un problema europeo, non italiano: da noi sono stati fatti 3.500 tamponi e abbiamo un certo numero di positivi. In Francia ne avete fatti 300 e ne avete molti meno, In Francia ne avete fatti 300 e ne avete molti meno, In Francia ne avete fatti 300 e ne avete molti meno, Se ne aveste fatti 3.000 di tamponi, magari avreste gli stessi positivi nostri.  E' un problema europeo, i nostri tifosi hanno diritto di essere qui. Abbiamo di fronte un problema e tutti abbiamo il dovere di contenerlo in prima battuta e poi di risolverlo.