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Conte e l’Inter si separano: addio ufficiale, risolto il contratto

Antonio Conte non è più l’allenatore dell’Inter: la situazione è precipitata negli ultimi giorni, col tecnico che non ha accettato i programmi prospettatigli dalla proprietà per far fronte alla crisi economica indotta dalla pandemia. Oggi c’è stata la separazione ufficiale: il contratto è stato rescisso, al leccese va una buonuscita di circa 7 milioni di euro.
A cura di Paolo Fiorenza
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Antonio Conte lascia l'Inter ufficialmente: il club nerazzurro ha comunicato con una nota la separazione dal tecnico che non più tardi di qualche giorno fa aveva vinto lo Scudetto dopo 11 anni di digiuno. L'allenatore leccese e la società della famiglia Zhang hanno trovato un accordo per risolvere il contratto, in scadenza nell'estate del 2022, a fronte di una buonuscita di circa 7 milioni di euro.

"FC Internazionale Milano comunica di aver trovato l’accordo per la risoluzione consensuale del contratto con l’allenatore Antonio Conte – recita il comunicato – Tutto il Club desidera ringraziare Antonio per lo straordinario lavoro svolto, culminato con la conquista del diciannovesimo Scudetto. Antonio Conte rimarrà per sempre nella storia del nostro Club"

La situazione tra tecnico e proprietà è precipitata velocemente negli ultimi giorni, dopo che la stagione si era chiusa in maniera festosa domenica scorsa con la vittoria per 5-1 sull'Udinese e la festa Scudetto dei tifosi all'esterno di San Siro. Ma le avvisaglie dell'addio erano già presenti da molto prima, di pari passo con le difficoltà economiche di Suning che suggerivano se non un disimpegno quantomeno un ridimensionamento del progetto.

Uno scenario inaccettabile per Conte, abituato ad avere il meglio: non a caso nel 2014 aveva lasciato la Juventus dopo la famosa battuta sul "non potersi sedere ad un ristorante da 100 euro con 10 euro in tasca". All'Inter il leccese credeva di aver trovato un portafoglio adatto alle sue ambizioni, ma le cose sono cambiate drasticamente nel lasso di pochi mesi, con la crisi indotta dalla pandemia da Covid che ha imposto al mondo del calcio di pesare bene le proprie spese. Una situazione ulteriormente difficile per Suning, alle prese con nuovi paletti imposti in patria per gli investimenti all'estero.

L'Inter non solo oggi non può garantire a Conte quegli acquisti che lui riteneva funzionali a fare l'ultimo step anche in Europa, ma è costretta a vendere giocatori nella prossima sessione di mercato per realizzare plusvalenze per decine di milioni. Un radicale cambio di prospettive che l'allenatore già vincitore di 3 Scudetti alla Juve ed uno al Chelsea non ha voluto accettare. Conte non si è dimesso, né l'Inter lo ha licenziato: le parti si sono accordate per una buonuscita di circa 7 milioni di euro, a fronte di un ultimo anno residuo di contratto da 13.5 milioni.

"Allenatori top hanno bisogno di progetti top", aveva detto domenica scorsa il vice Stellini, presentatosi ai microfoni per evitare che Conte rispondesse per l'ennesima volta in maniera evasiva alla solita domanda sul suo futuro all'Inter. Il nuovo progetto di Suning evidentemente non è stato ritenuto top. Conte lascia l'Inter con uno Scudetto, un secondo posto ed una finale di Europa League in due anni.

Quanto al suo successore sulla panchina nerazzurra, Beppe Marotta – che invece rimarrà in carica come AD dell'Inter – ha sondato Massimiliano Allegri, che tuttavia sembra diretto alla Juve, e Simone Inzaghi, il cui rinnovo con la Lazio è ancora in sospeso.

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