José Mourinho sarà il prossimo allenatore della Roma. Dopo l'annuncio dato nel pomeriggio di ieri, la piazza giallorossa freme per vederlo sbarcare nella capitale e per capire in che modo imposterà il lavoro con la squadra. Detto che è prematuro focalizzarsi su quale versione della Roma vedremo in campo nella prossima stagione, si possono comunque ipotizzare i punti fermi da cui ripartirà l'allenatore portoghese.

Il sistema di gioco

Il sistema di gioco dovrebbe essere il 4-2-3-1. Si tratta del modulo prediletto di Mourinho, che l'ex tecnico dell'Inter ha utilizzato a più riprese in carriera. Basti pensare proprio alla sua esperienza nerazzurra, quando scelse di dirottare Eto'o e Pandev sugli esterni per non snaturare il suo credo tattico. La rosa della Roma, inoltre, ben si adatta a questo sistema di gioco. Anche Fonseca, infatti, aveva cominciato la sua esperienza romana adottando il 4-2-3-1, salvo ripiegare su un più difensivo 3-4-2-1 dopo la pausa dovuta al Covid-19 dello scorso anno. I principi di gioco dei due portoghesi, però, sono molto diversi, se non diametralmente opposti. Innanzitutto, Mourinho è noto per la capacità di modellare la propria squadra secondo le caratteristiche dell'avversario. È un allenatore che predilige aspettare chi ha di fronte, per poi cercare di fargli male ripartendo in transizione. Ama il gioco verticale e sviluppato in ampiezza, per questo saranno fondamentali gli esterni alti e quelli bassi, che avranno il compito di sovrapporsi e crossare ripetutamente. Dal punto di vista difensivo, lo Special One vorrà una Roma compatta, difenderà più basso dei suoi predecessori e avrà bisogno di corsa e muscoli in mezzo al campo.

I calciatori: da chi ripartirà Mourinho

Per quanto riguarda i giocatori che potrebbero rappresentare dei cardini nel suo progetto tecnico, ancor di più la Roma dovrà comprare un portiere. Se già prima dell'arrivo di Mou nell'agenda del gm Tiago Pinto c'era l'acquisto di un estremo difensore, ora diventa prioritario. L'ex allenatore del Tottenham vorrà un numero 1 sicuro e il primo nome che ricorre con insistenza da mesi è quello di Juan Musso. Sulla corsia di destra sarà confermato Karsdorp, terzino muscolare e di spinta, che sembra sposarsi al meglio con le idee del portoghese, mentre Florenzi potrebbe tornare per restare con rinnovati stimoli. Dall'altra parte sarà fondamentale capire se Spinazzola riuscirà ad adattarsi alla difesa a 4, ma chi meglio di Mourinho per insegnargli a farlo? La batteria dei difensori centrali dovrebbe essere confermata in blocco, con Smalling e Mancini prime scelte.

In mezzo al campo chi è sicuro di avere il posto fisso è Jordan Veretout. La proprietà sarà chiamata a uno sforzo per comprare il giocatore che lo affiancherà, un costruttore di gioco come potrebbero essere Locatelli o Hojberg, che lo Special One ha allenato quest'anno al Tottenham. Sullo sfondo restano Cristante e Villar, mentre sembra essere più indietro Diawara. Se, come abbiamo detto, nel gioco di Mou sono fondamentali gli esterni, avrà ancora più importanza recuperare al meglio Nicolò Zaniolo, giocatore che potrebbe formare un binomio esplosivo con il nuovo allenatore, grazie alle sue caratteristiche sia fisiche che tecniche. Dall'altra parte sarà decisivo capire cosa vorrà fare Mkhitaryan, che non aveva un buon rapporto con il tecnico portoghese ai tempi del Manchester United. L'alternativa è rappresentata da El Shaarawy, ma occhio anche a Pedro, che potrebbe essere rivitalizzato dalla cura Special One. Sullo sfondo resta Carles Perez, più Under e Kluivert, che rientreranno dai prestiti. Quest'ultimo, in particolare, era apprezzato da Mourinho già quattro anni fa, quando l'allenatore portò i Red Devils a vincere l'Europa League battendo in finale l'Ajax del figlio di Patrick.

Lorenzo Pellegrini sarà definitivamente spostato sulla trequarti per rifinire il gioco romanista, mentre con l'arrivo del portoghese, infine, riprendono vigore le quotazioni di Dzeko, fino a ieri dato sicuro partente dalla capitale. Mou difficilmente sceglierà di privarsi di lui, ma chiederà comunque un altro attaccante da affiancare al bosniaco e a Borja Mayoral. Dusan Vlahovic è il primo nome che viene in mente: ha già segnato tanto in Serie A e sarebbe il profilo perfetto per l'allenatore portoghese.