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Chivu scherza in tv sul rigore contro l’Inter a Torino: “Mi mancavano gli occhiali, non ho visto”

Il tecnico dell’Inter, Chivu, evita commenti polemici per il penalty assegnato ai granata sul tocco di braccio di Carlos Augusto, vicinissimo a Zapata. Perché l’arbitro Mariani l’ha concesso: “Non parlo di arbitri e delle loro decisioni”.
A cura di Maurizio De Santis
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"Mi mancavano gli occhiali, non sono riuscito a vedere il monitor…", è la battuta che fa Cristian Chivu quando in diretta tv, a DAZN, gli chiedono del calcio di rigore che ha permesso al Torino di acciuffare il pareggio in rimonta cn l'Inter. Il penalty assegnato ai granata per il tocco ravvicinato di mano di Carlos Augusto (su colpo di testa di Duvan Zapata) ha fatto molto discutere. Le perplessità sull'episodio nascono da una considerazione: l'interpretazione di un frangente di gioco simile che in altre occasioni ha portato a decisioni differenti, con l'assoluzione del calciatore che ha visto carambolare la sfera sull'arto. Nella sfida dell'Olimpico, invece, la posizione dell'arto del difensore nerazzurro è stata ritenuta irregolare in seguito a revisione. L'arbitro Mariani, dopo il check col VAR, ha preferito sincerarsi dell'accaduto al monitor e quando ha comunicato la decisione ha lasciato di stucco i giocatori ospiti.

"Lei era nei pressi del monitor, è riuscito a capire cosa ha visto l'arbitro?", è la domanda con la quale Federica Zille ha provato a portare il discorso su quell'episodio che s'è rivelato decisivo. La battuta del tecnico dell'Inter tiene l'argomento fuori dalle polemiche e poco dopo chiarisce: "Non parlo di arbitri e delle loro decisioni, non l'ho fatto tutto l'anno e non vorrei nemmeno passare il tempo a pensare a questo. Io penso a perché siamo in difficoltà dopo il 2-0". 

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Chivu glissa anche su un altro argomento molto caldo, il caso Gianluca Rocchi indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva: "Io parlo di calcio, io sono un tecnico e sono pagato per preparare le partite".

Perché Mariani ha dato rigore al Torino sul tocco di Carlos Augusto

L'azione che porta al rigore si verifica al 76°, con l'Inter che in quel momento è in vantaggio per 2-1 e col Toro in attacco per agguantare il pareggio. Zapata svetta in area facendo valere la sua stazza, batte di testa ma ha dinanzi a sé, vicinissimo, Carlos Augusto. La palla finisce sul braccio/mano del difensore che ne stoppa la traiettoria. Mariani ci mette qualche attimo a dare il sì alla ripresa del gioco, dalla sala VAR c'è un controllo in corso: la questione è la postura di Carlos Augusto, per il direttore di gara – al netto del tocco ravvicinato – è fuori figura e va punita.

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"Molto difficile decidere se sia punibile o meno il braccio di Carlos Augusto – la versione di Marelli a DAZN -. In sala Var hanno valutato che il braccio fosse in posizione innaturale, quindi fuori figura. Se non avesse colpito il braccio, il pallone sarebbe andato oltre Carlos Augusto e non sarebbe finito addosso alla figura. Mariani quindi si è convinto che la posizione del braccio fosse punibile". La spiegazione dell'ex arbitro non convince Flavio Bazzani: "Già in telecronaca mi sembrava un fallo al limite – le parole dell'ex calciatore che ha commentato l'incontro -. Più lo rivedo e più mi riesce difficile dire che questo sia un rigore. Carlos Augusto si mette in posizione per non farsi travolgere da Zapata".

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