Colpo a sorpresa, ad effetto, d’esperienza. Si è sempre guardati con scetticismo in Italia agli arrivi di giocatori dall’Asia. Gli esempi di Miura al Genoa e negli anni successivi i vari Nakata, Nakamura, Nagatomo, ci hanno invece fatto ricredere. L’arrivo di Maya Yoshida alla Sampdoria invece potrebbe essere classificato come un acquisto di un vero e proprio top player. Capitano del Giappone con cui ha anche vinto qualche anno fa la Coppa d’Asia con Zaccheroni in panchina, Yoshida era diventato il capitano del Southampton, in cui era considerato una vera sicurezza in difesa e un grande professionista. E’ cresciuto molto in coppia con Van Dijk prima che quest’ultimo poi facesse il salto di qualità che oggi al Liverpool l’ha portato ad essere il difensore più forte al mondo. Vediamo dunque chi è Maya Yoshida attraverso un focus fra carriera e curiosità di vita quotidiana.

Gli inizi nel mondo del calcio

La carriera di Maya Yoshida nel mondo del calcio ha inizio in Giappone. Lui, nato il 24 agosto 1988 a Nagasaki, aveva una gran voglia di mettersi in gioco e sin da piccolo seguiva le gesta dei grandi campioni per avvicinarsi a loro. Nelle sue corde la grande abilità a grandi gesti tecnici, come rovesciata e stacchi aerei imponenti, o anche gol su punizione. E così iniziò a giocare nelle giovanili del Nagoya Grampus. Una sorta di vivaio d’élite in Giappone. Un club glorioso fondato nel 1939 come squadra aziendale della Toyota. Il Nagoya Grampus è stata una delle squadre che hanno partecipato a tutti i campionati di prima divisione della J. League sin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1993. E Yoshida ne divenne subito uno dei leader fino alla sua cessione in Eredivisie.

L’Eredivisie in cui aveva sempre desiderato giocare

Non ci volle infatti molto prima di capire che questo giocatore sarebbe diventato un vero professionista. E così, anche invogliato dalla magia del gioco che stava esprimendo l’Ajax allora composta da Zlatan Ibrahimovic, Yoshida desiderava tanto giocare nel campionato olandese. Detto fatto, ecco la chiamata del VVV-Venlo nel gennaio del 2010, esattamente 10 anni fa. A Venlo, città olandese di 100mila abitanti, Yoshida troverà presto la sua dimensione misurandosi con un calcio più tattico e anche fatto di grosse individualità tecniche. Segnerà la bellezza di 63 presenze condite da 5 gol e 3 assist. Numeri che non lasciarono indifferenti gli scout del Southampton che nella stagione 2012/2013, decisero di farlo approdare in Premier League.

La Premier, il Southampton e l’amicizia con Van Dijk

In Inghilterra l’esplosione definitiva di uno dei giocatori che ha maggiormente segnato la storia del Southampton. Dotato di grande grinta, professionalità e carisma, Yoshida veniva anche identificato come un giocatore ‘gentile’ in Inghilterra, uno di quelli che se può, cerca di evitare il fallo, provando a intervenire pulito nei contrasti con l’obiettivo di prendere solo la palla. Cosa difficilissima per la cultura del calcio inglese. E così Yoshida, fra lo scetticismo generale in Inghilterra, iniziò questo suo lungo viaggio che l’ha portato col tempo ad accumulare ben 194 presenze, 9 gol e 4 assist. Numeri assolutamente di tutto rispetto per un giocatore che è cresciuto tanto, soprattutto dal punto di vista tattico, anche grazie ai consigli di Virgil Van Dijk. I due sono stati compagni di squadra e di reparto, ma anche amici fuori dal campo, prima della partenza del centrale del Liverpool verso la squadra di Klopp raggiungendo livelli altissimi.

Nel 2017 il record di presenze in Premier: la prima volta per un giapponese

L’Inghilterra però non è stata solo un punto di partenza e forse d’arrivo della sua carriera dato che a 31 anni, c’è ben poco da fare per la carriera di un giocatore. Ma mai dire mai. In Premier Yoshida ha infatti raggiunto il record di 100 presenze nel massimo campionato inglese. Un record perchè è stato il primo giapponese a totalizzare questo numero di presenze così alto. Un giocatore che in pochissimo tempo ha raggiunto altri traguardi importanti, come la vittoria della Coppa d’Asia nel 2011 con Alberto Zaccheroni in panchina. Forse il punto più alto della sua carriera con la Nazionale nipponica di cui oggi è il capitano indiscusso della selezione giapponese. Alla Sampdoria troverà anche un suo caro vecchio compagno di squadra come Manolo Gabbiadini.

Amante delle auto, ora sogna la consacrazione in Italia

Nella sua carriera dunque Yoshida ha avuto modo di vivere diverse esperienze. Calciatore con un vissuto importante di 10 anni in Premier e che solo dopo il clamoroso 0-9 del Leicester contro il Southampton è stato accantonato in panchina. Condizione che l’ha portato ad essere ceduto alla Sampdoria di un maestro come Claudio Ranieri nonostante in difesa sia stato preso anche Tonelli. Yoshida in Italia potrà dunque apprezzare la cultura, il calcio e anche la passione per le auto. Quelle che da sempre può essere considerato un suo hobby. Sui social infatti spesso si mostra in compagnia di auto, suv per la maggior parte dei casi, di cui va molto fiero. Ama le serate con gli amici e girare il mondo. Insomma, un personaggio tutto da vivere e un giocatore da scoprire che sicuramente potrà dare la giusta ventata di esperienza ad una Sampdoria che ha l’obbligo di salvarsi per preparare al meglio la prossima annata.