Al Congresso UEFA, Alexander Ceferin, presidente dell'organizzazione con sede a Nyon, non ha risparmiato un'altra frecciatina ad Andrea Agnelli, dopo la dura reazione avuta ieri alla creazione della Superlega:

Le competizioni della UEFA hanno bisogno di storie di club come Atalanta, Galatasaray, Celtic o Rangers. Le persone devono sapere che tutti hanno la possibilità di vincere. Il calcio è imprevedibile, questo lo rende un gioco così bello.

Il riferimento di Ceferin all'Atalanta non è banale. Poco più di un anno fa, infatti, Andrea Agnelli si chiedeva se fosse giusta la partecipazione alla Champions League da parte della Dea. Queste furono le sue dichiarazioni al forum del Financial Times datato 5 marzo 2020:

Nutro grande rispetto per quello che sta facendo l’Atalanta, ma senza storia internazionale e con un'ottima prestazione sportiva ha avuto accesso diretto alla Champions League. È giusto o no? Penso alla Roma, che ha contribuito a mantenere il ranking dell’Italia, ha avuto una brutta stagione e non partecipa, con quello che ne consegue dal punto di vista economico. L’Atalanta avrà meno possibilità di giocare ad alti livelli? Non ho la risposta, dobbiamo mettere in campo un processo trasparente. Il punto è riuscire a bilanciare il contributo al calcio europeo e la prestazione di un singolo anno. Non ho la risposta.

Il presidente della UEFA ribadisce la sua visione del calcio e non risparmia l'ennesima stoccata a Manchester United e Juventus, i cui proprietari sono anche i vicepresidenti della nuova Superlega:

Le grandi società attuali non sempre lo sono state e non è detto che continuino a esserlo in futuro. Quarant'anni fa questa Superlega avrebbe incluso Nottingham Forest e Aston Villa. Dov'era il Manchester United nel decennio precedente all'arrivo di Sir Alex Ferguson? Dov'era la Juventus quindici anni fa?

Ceferin si riferisce al momento di transizione attraversato dai Red Devils tra l'addio di Matt Busby e l'avvento di Ferguson, quando lo United non riuscì a rendersi competitivo e finì addirittura per scendere in Second Division. Il riferimento sulla Juventus, invece, è fin troppo semplice: nel 2006 i bianconeri furono retrocessi dopo lo scandalo di Calciopoli e disputarono una stagione in Serie B.