Ancora guai per Antonino Pulvirenti, l’ex presidente del Catania. I finanzieri del nucleo di Polizia economico finanziaria su mandato della Procura etnea stanno eseguendo da questa mattina un decreto di perquisizione e di sequestro della società Meridi, che fa capo al gruppo Finaria che ha come azionista di maggioranza proprio Pulvirenti, ora è indagato per bancarotta fraudolenta.

Indagato Pulvirenti, patron del Catania

I finanzieri oltre ad aver perquisito e sequestrato la società Meridi hanno continuato con un controllo a tappeto che riguarda tutte le società che fanno capo a Pulvirenti, tutt’ora patron del club rosso-azzurro. Le forze dell’ordine del comando provinciale sono intervenute per controllare e acquisire i documenti con cui cercheranno di ricostruire i movimenti e la situazione debitoria. Le Fiamme Gialle hanno effettuato perquisizioni anche nella sede di Torre del Grifo, centro d’allenamento del Catania e sede di alcune controllate della Finaria. I finanziari hanno effettuato delle perquisizioni anche in un albergo di Belpasso, in un istituto di vigilanza privata e in un’azienda agricola, tutte di proprietà della famiglia Pulvirenti.

Perquisita l’abitazione di Pulvirenti

Anche lo studio di un commercialista di Messina e uno studio legale internazionale di Roma sono stati oggetto di una perquisizione. Entrambi depositari di documentazioni afferenti operazioni finanziarie, incluso un Bond, effettuate dalla Finaria. Il Gip ha autorizzato anche delle perquisizioni domiciliari a casa di Antonino Pulvirenti, Carmelo Sapienza (il rappresentante legale di Meridi), Santi Maria Pulvirenti (rappresentante legale dell’azienda agricola), Francesco Cipolla (dirigente Meridi, con il riconoscimento di ampi poteri di gestione), Davide Franco (presidente del cda di Finaria e del Calcio Catania), Giuseppe Davide Caruso (consigliere di Finaria).