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Antonio Conte spinto verso il Napoli dal no del Milan: perché i dirigenti non lo vogliono

Il presidente, Aurelio De Laurentiis, ha sottoposto al tecnico salentino un’offerta importante per trovare l’intesa sul contratto. Gli azzurri ci provano, sfruttando anche la freddezza verso Conte di rossoneri e Juve che sembrano avere altri programmi.
A cura di Maurizio De Santis
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È da mesi che Aurelio De Laurentiis fa una corte serrata ad Antonio Conte. Lo vuole sulla panchina del Napoli per ricostruire tutto dopo le macerie lasciate da una stagione del genere: ha sbagliato tutto, ponendo i presupposti per il disastro attuale. La mancata qualificazione in Champions League e il sogno di partecipare al Mondiale per Club sono ambizioni toppate in maniera clamorosa, assestano un duro colpo agli incassi e hanno alimentato il malcontento di una tifoseria svegliatasi male/malissimo dall'esaltazione per lo scudetto.

Ma chiamare il tecnico salentino (che non volle subentrare in corsa a Garcia), che porterebbe con sé anche quell'organizzazione che manca a un assetto sportivo molto snello e privo di figure professionali di riferimento, è sacrificio necessario per ricominciare e puntare subito a rientrare almeno tra le prime quattro posizioni in campionato che valgono il tesoretto della Coppa. È opzione imprescindibile per il futuro.

L'ex ct della Nazionale, che per un po' ha voluto staccare la spina e ritemprarsi, è pronto per rimettersi in gioco. La soluzione Napoli gli piace, è stimolante, ideale considerato il contesto e la libertà di cui godrebbe (entro certi limiti) per forgiare con le proprie mani la propria creatura, il rapporto con il presidente è buono e di lunga data. Ma l'opzione partenopea non è la strada maestra, semmai una parallela rispetto a Juventus, Milan oppure all'opportunità di riaccomodarsi su una panchina della Premier League (Manchester United).

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Nessuna di queste società, però, s'è mai interessata veramente all'allenatore pugliese. Nessuna di queste, finora, ha superato tutti i dubbi legati alla sua figura (che sono il lato b dei suoi pregi). Anzi sembrano avere ben altri programmi, a cominciare da bianconeri e ‘diavolo'. È anche per questa ragione che l'intesa è possibile dinanzi a un'accelerata di De Laurentiis e a una proposta convincente, condivisa.

La freddezza di Juve e Milan verso Conte: hanno altri programmi

La Juventus ha già deciso di separarsi da Massimiliano Allegri. Che vinca o meno la Coppa Italia, il rapporto con l'allenatore livornese si chiuderà a fine stagione. L'obiettivo dei bianconeri è Thiago Motta: giovane e fautore dell'ottimo campionato del Bologna sbarcato in Champions, apprezzabile per identità di gioco e profilo tattico che ha saputo plasmare, occasione per guardare al futuro riaprendo un ciclo. L'ex calciatore verrebbe ingaggiato a cifre inferiori e s'incastra perfettamente nell'opera di cesello del diesse, Giuntoli, per un progetto a lungo termine. Tra le parti ci sarebbe già un'intesa di massima per un biennale con opzione per il terzo anno da 3,5 milioni di euro a stagione.

Quanto al Milan è vero che non ha ancora scelto il tecnico che prenderà il posto di Pioli ma è altrettanto reale una riflessione: Conte è sicuramente gradito ai tifosi ma non considerato funzionale all'idea della dirigenza che immagina un altro profilo di allenatore. Avesse voluto puntare direttamente su di lui, il ‘diavolo' l'avrebbe già fatto forte anche dell'occhiolino strizzato dallo stesso tecnico: vanno lette in questo senso le parole del suo fedelissimo, Stellini, di qualche giorno fa. Invece, ha altre idee: quelle più calde conducono a Conceiçao del Porto o all'ex romanista, Fonseca, al termine della sua parabola al Lille.

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L'offerta del Napoli a Conte: le cifre possibili e il nodo della clausola

Triennale da 6,5/7 milioni a stagione più 2 di bonus vincolati alla qualificazione in Champions League. È su questa base che De Laurentiis prova a strappare il sì a Conte, con tutte le variabili di un'intesa nella quale potrebbe rientrare anche lo staff corposo che il tecnico vorrebbe con sé, oltre a investimenti sul mercato non folli ma imprescindibili. Gasperini e Pioli sono strade alternative, un gradino più sotto rispetto al tecnico salentino: per l'allenatore della ‘dea' bisogna attendere ancora (ma il presidente fino a quando è disposto realmente a farlo?), per l'ormai ex rossonero c'è un accordo verbale che può trasformarsi in altro se solo il Napoli si decide ad affondare il colpo.

La sensazione, ma tale resta, è che l'accordo Conte-Napoli non è affatto impossibile e arriverebbe al culmine di un lungo corteggiamento. In azzurro potrebbe lavorare fin da subito per scolpire le caratteristiche della squadra a sua immagine e somiglianza. In azzurro lo vogliono per davvero, altrove non altrettanto.

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