"Andrea lotta per la vita. Stiamo aspettando di vedere come reagisce all’operazione alla quale è stato sottoposto". Sono queste le parole rilasciate al quotidiano L’Arena di Diego Gresele, padre del giovane calciatore Andrea, a tre giorni del brutto incidente che ha visto il figlio venire folgorato dai cavi del vagone di un treno nella zona della stazione di Porta Vescovo. Il giovane talento della Primavera dell'Hellas Verona, che spesso si allena anche con la prima squadra di Ivan Juric, sta lottando tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Borgo Trento di Verona dopo l'incidente. In merito alla dinamica dell'accaduto il padre ha dichiarato: "Era una festa tra amici, sapevamo che avevano affittato un appartamento. Sono tutti ragazzi tranquilli, volevano solo divertirsi un po’ dopo un anno che sono chiusi in casa: il lockdown, a 18 anni, si sente di più. Vogliamo chiamarla bravata? Non lo so, per me era solo voglia di libertà, una necessità".

Secondo le prime ricostruzioni Gresele sarebbe salito da solo sul vagone di un treno-merci in sosta, nella notte tra sabato e domenica, a Porto San Pancrazio e quando è stato soccorso dagli operatori del Suem 118 sono parsi subito evidenti i segni della folgorazione ed è stato riscontrato un forte trauma cranico. La pista più accreditata in merito all'accaduto sarebbe quella della bravata da condividere sui social ma non ci sono ancora conferme ufficiali in merito. L'incidente occorso al calciatore della Primavera gialloblù, allenata da Nicola Corrent, ha ricordato quello di una ragazza di quindici anni nel luglio 2019 sempre nella zona di Porta Vescovo: in quel caso la situazione si risolse con qualche giorno di ricovero e alcune ferite ma la dinamica fu per certi versi simile, visto che la ragazza si era arrampicata su un vagone in sosta per scattarsi un selfie.

Il padre di Gresele si è soffermato sul carattere del figlio e di come non fosse un ragazzo alla ricerca di guai o di situazioni spiacevoli: "Se Andrea avesse saputo che lì sopra c’erano i cavi dell’alta tensione, non sarebbe mai salito su quel vagone. Mio figlio è un ragazzo tranquillo, posato, forse più di molti altri. Tutti lo conoscono così".