Alex Schwazer alla vigilia della cerimonia inaugurale di Rio 2016 saprà se potrà prendere parte ai Giochi Olimpici. Il 4 agosto infatti verrà discusso proprio in Brasile il suo ricorso contro la sanzione che gli è stata inflitta dopo la nuova positività. Ma intanto mentre l’atleta altoatesino attende il verdetto si viene a sapere che qualcuno ha tentato di ‘accomodare’ i risultati di due gare molto importanti: la Coppa del Mondo di Roma dell’8 maggio e il Gran Premio di La Coruna che si è disputato venti giorni più tardi. E si sospetta che la combine sia stata ordita da un giudice internazionale di marcia.

Qualcosa di particolare dietro alla faccenda Schwazer c’è. Donati pochi giorni fa aveva detto di temere per la sua vita e a proposito della sospetta ‘positività’ di Schwazer aveva detto che “c’erano state delle manovre di ‘consorterie criminali’ legate ad alcuni dirigenti della Federazione Internazionale di Atletica”. Questi dubbi e questi sospetti sono stati avvalorati da alcune telefonate che sono state segnalate all’autorità giudiziaria e alla commissione parlamentare antimafia. In quelle telefonate un personaggio molto noto nel mondo dello sport ha consigliato a Donati di non far vincere il suo atleta.

La prima telefonata è del 7 maggio. Sono le 6 del mattino, Donati viene svegliato e chiacchiera con un giudice internazionale di marcia, pare molto vicino a Sandro Damilano, una gloria dello sport azzurro, oggi allenatore dei marciatori cinesi, che gli consiglia di non far vincere Schwazer. Quella gara ‘dovrebbe’ vincerla l’australiana Jared Tallent. Alle Terme di Caracalla però Schwazer trionfa e vince in 3h39’, seconda miglior prestazione del 2016. Secondo è Tallent. Pochi giorni dopo a La Coruna Donati parla con lo stesso giudice, il quale gli consiglia di “non andare a cercare disgrazie con i due cinesi che sono da 1 ora e 17 minuti”. Schwazer in Spagna arriva alle spalle di Whang Zhen.

Queste due telefonate darebbero maggior valore alle tesi di Schwazer e di Donati, secondo cui una sorta di ‘Spectre’ dell’atletica sta cercando di eliminare dai Giochi Olimpici di Rio 2016 l’italiano. Già i tempi della comunicazione della positività con ‘lievi tracce di testosterone’ avvenuta solo il 21 giugno, dopo che il campione di urina è stato esaminato nei primissimi giorni dell’anno aveva creato grossi dubbi. Un intrigo vero e proprio, che ha convinto anche la commissione antimafia presieduta da Rosi Bindi a convocare Sandro Donati, che ha parlato anche davanti al procuratore capo Pignatone, che ha aperto un fascicolo.