Filippo Bisciglia a Temptation Island: “Narratore solo all’inizio”, l’essere di parte svela il suo salto di qualità

Un’edizione record da oltre il 35% di share porta con sé una certezza: Temptation Island è il fenomeno di costume televisivo per eccellenza, non più solo il "caso dell’estate". E Filippo Bisciglia di quella corazzata è una parte fondamentale. Ma a numeri tanto grandi corrispondono spesso enormi dibattiti e quest'anno, accanto all'entusiasmo per gli ascolti sono arrivate le contestazioni da parte di una fetta di pubblico intorno a una presenza ritenuta da alcuni troppo ingombrante nei momenti chiave del programma. Intervistato dall'Ansa a conclusione della stagione in corso, il conduttore ha voluto replicare proprio a quelle critiche. Senza entrare eccessivamente nel merito ma rivendicando ciò che ormai dovrebbe essere chiaro: "Narratore poteva andare bene all'inizio di questo viaggio. Credo di essere sempre io. E mi viene da ridere quando leggo che qualcosa è cambiato perché ora sono single. Mi sono comportato come ho sempre fatto in 13 edizioni: ci ho sempre messo il cuore". Sempre lui, certo. Ma con qualcosa di più rispetto al passato. Ed è un bene, critiche o no: se non fosse accaduto, al programma sarebbe mancato uno dei pilastri che, invece, continuano a decretarne l’indiscutibile successo.
Quali sono gli interventi per i quali Filippo Bisciglia è stato contestato
L’ultima edizione di Temptation Island è stata caratterizzata da una serie di momenti in cui Bisciglia è entrato a gamba tesa nelle dinamiche tra le coppie. Tre in particolare sono stati gli episodi finiti nel mirino di quelli che lo hanno – non si capisce perché – contestato.
Nel falò tra Sara Palumbieri e Gabriele Govoni, Filippo ha spinto affinché il ragazzo lasciasse libera la compagna, preoccupato da una gelosia oggettivamente oppressiva. Qualche settimana dopo, al termine del falò tra Danilo D’Angelo e Francesca Coppola, ha fatto l'esatto opposto: di fronte alla decisione della coppia di uscire separata, è intervenuto con insistenza per farli tornare insieme, convinto che fossero ancora innamorati.
L’episodio che ha sollevato le polemiche più accese, però, ha riguardato Cristian Mascolino e Soraya Sabetta. Durante il confronto, il conduttore è intervenuto più volte per frenare il ragazzo, chiedendogli di concentrarsi solo sul percorso svolto nel villaggio ed evitando di riportare a galla recriminazioni e vecchie questioni economiche. Un intervento che parte del pubblico ha letto come la volontà di sbilanciarsi a favore di Soraya: era stata proprio la ragazza, durante la permanenza nel villaggio, a toccare argomenti relativi alla sfera economica di Cristian, il quale al falò si è visto di fatto privare della possibilità di difendersi sulle stesse tematiche portate in prima serata dalla compagna.
I riferimenti alla sua vita privata: inevitabile che la sua storia condizioni l’approccio alle coppie
Oltre alle polemiche, Filippo ha attirato su di sé l’attenzione, probabilmente involontariamente, anche con i riferimenti alla sua vita personale che si è concesso davanti alle telecamere. Il primo è arrivato al termine del confronto tra Sara e Gabriele: accompagnando la ragazza verso il villaggio dopo la rottura, Filippo l'ha confortata ricordandole che "se è difficile dopo 7 anni, pensa a chi se ne è fatti 18", in un chiaro riferimento alla fine della sua lunga storia con Pamela Camassa. Il secondo richiamo è arrivato invece durante lo speciale "Un mese dopo", quando ha spiegato a Gabriele di essere intervenuto così duramente al falò poiché in passato aveva vissuto una relazione (precisando di riferirsi a un legame precedente a quello con Camassa) segnata dalle medesime dinamiche di gelosia tossica, cosa che lo aveva fatto sentire in dovere di spingerli a chiudere.
Ma chi attribuisce questo cambiamento al modo in cui è cambiata la sua vita privata dimentica quanto sia inevitabile che il bagaglio emotivo di un conduttore finisca per condizionarne l'approccio. Sta proprio in questo la differenza tra narratore e conduttore. Se così non fosse, Bisciglia sarebbe rimasto un esecutore di copione. E invece la sua capacità di immedesimarsi ha acceso le dinamiche del programma, trasformando la sua presenza ai falò in un pilastro del format. Insieme a una macchina autoriale d'eccellenza e a una irreplicabile fase di casting che nessun’altra trasmissione televisiva può vantare, Filippo ha trovato nell’empatia la sua personale chiave di racconto. Una chiave che al programma aggiunge, invece che togliere.
L’evoluzione naturale da narratore a conduttore e l’imprinting di Maria De Filippi
Bisciglia rivendica il suo ruolo di conduttore nel solco della scuola televisiva dalla quale proviene. Il suo cambio di passo richiama lo stile di conduzione di Maria De Filippi, ideatrice e mente del programma dietro le quinte. Anche De Filippi, agli esordi della sua carriera, manteneva un profilo rigorosamente neutrale di fronte alle storie raccontate. Con il passare degli anni, il suo approccio nei programmi storici come Uomini e Donne, C'è posta per te o Amici si è trasformato e Maria è diventata parte imprescindibile del meccanismo, meccanismo che ha assorbito il suo stile al punto che oggi sarebbe impossibile pensare ai suoi programmi senza di lei (e l’esperimento con Michelle Huinziker ad Amici Celebrities lo dimostra).
Bisciglia ha chiaramente assimilato questo modello, studiandone la gestione per costruire una propria cifra stilistica. Non si tratta, sia chiaro, della dinamica in cui "il figlio uccide il padre": nessuno nell'attuale panorama televisivo avrebbe la capacità o la struttura per sostituirsi all'impronta di De Filippi nei suoi spazi. Ma è evidente che nel caso di Filippo ci si trovi di fronte al prodotto generato dalla crescita naturale di chi ha saputo emulare la lezione della maestra per farla propria. La trasformazione da narratore a conduttore è la diretta conseguenza di questa scuola ed è innegabile abbia fatto bene sia al suo percorso professionale che al programma che ha concluso la sua edizione annuale con numeri che pochissime altre trasmissioni tv riescono a replicare.