Opinioni
23 Giugno 2022
17:00

Muschio Selvaggio, il podcast “ignorante” di Fedez e Luis Sal è il Domenica In di Youtube

Fedez e i fratelli Sal hanno creato un contenitore per boomer al contrario in cui dichiarano la loro ignoranza per quel mondo “vecchio” che indagano attraverso i loro ospiti. Può apparire un’operazione spocchiosa, ma in realtà ha un interessante valore culturale, speculare a molti programmi della Tv che spiegano ad un pubblico anziano i fenomeni del web.
A cura di Andrea Parrella

È tra i podcast più seguiti in Italia, nonché uno dei progetti principali di Fedez, Luis Sal e Martin Sal. Per chi non lo conoscesse, Muschio Selvaggio nasce nel 2020, è disponibile su Youtube (oltre alle principali piattaforme streaming) e consiste essenzialmente in conversazioni libere tra i tre conduttori e ospiti del mondo della cultura, della società civile e dell'intrattenimento. Dettaglio come premessa per chiarire il titolo di questo articolo: gli ospiti sono, il più delle volte ma non sempre, personaggi anagraficamente lontani dai conduttori, espressione di mondi altrettanto distanti dal linguaggio, la sfera conoscitiva e gli interessi di Fedez, Luis e Martin. È proprio da tale contrasto che nascono, a parere di chi scrive, i momenti più interessanti di Muschio Selvaggio.

Non è un caso che in queste ore si parli molto dei contenuti emersi dall'episodio con Gerry Scotti, personaggio a suo modo paradigmatico di questo confronto tra mondi distanti. I tre conduttori sanno molto poco di lui e forzano la loro impreparazione su aneddoti e momenti della mitologica carriera di Scotti, di cui chiunque sia minimamente legato alla cronaca televisiva degli ultimi 30 anni è a conoscenza, anche se approssimativa. Fedez e i fratelli Sal, che sono espressione di una generazione aliena a quelle formatesi con i mezzi tradizionali (esattamente come buona parte di chi li segue e li sceglie), fanno leva su questo iato e indugiano su un analfabetismo in merito ad informazioni verso le quali sono disinteressati, perché inessenziali nel loro universo (la "gaffe" di Fedez su Strehler è significativa). Capita con Gerry Scotti, ma accade lo stesso con Alessandro Barbero, Enrico Mentana, Mauro Biglino, Belen Rodriguez, Mara Maionchi, Vladimir Luxuria, Vittorio Feltri e così via.

Può apparire un'operazione spocchiosa, ma in effetti è speculare e contraria a certi programmi della Tv che, talvolta affetti da un pizzico di paternalismo, raccontano al pubblico di una certa età i giovani e i nuovi fenomeni del web. In questo senso Muschio Selvaggio è una sorta di Domenica In di Youtube. Dove Mara Venier (e non è la sola) prova ad alfabetizzare il pubblico televisivo della domenica pomeriggio alla conoscenza di volti che mia madre non avrebbe mai conosciuto altrimenti, così Fedez e i fratelli Sal indottrinano il loro pubblico alla conoscenza di alcuni volti e storie sostanzialmente estranei alla cultura del web. Il podcast si pone come una sorta di cavallo di troia in quella battaglia tra modelli di intrattenimento che da anni si fanno la guerra e si corteggiano al contempo: uno in cui lo spettatore subisce una programmazione e l'altro in cui lo spettatore sceglie.

In questo contesto Fedez è l'anello di congiunzione tra modi così diversi. Anagraficamente a metà strada tra il vecchio e il nuovo è l'esempio dell'ibridazione tra sistemi anche come personaggio pubblico, dato che grazie al suo strapotere social ha conquistato, negli anni, l'attenzione dei media tradizionali. Pochi meglio di lui possono creare un ponte tra dimensioni solo all'apparenza inconciliabili.

"L'avvenire è dei curiosi di professione", recitava la frase di un vecchio film che provo a ricordare ogni giorno. Scrivo di intrattenimento e televisione dal 2012, coltivando la speranza di riuscire a raccontare la realtà che vediamo attraverso uno schermo, di qualunque dimensione sia. Renzo Arbore è il mio profeta.
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