Federica Pellegrini delusa da Ceccon, Rosolino e Montano: le critiche alle spalle l’hanno ferita più delle altre

Immagine
Federica Pellegrini ha raccontato che, nel corso della sua carriera, è rimasta delusa dalle parole di alcuni colleghi, come lo sportivo Aldo Montano e i nuotatori Massimiliano Rosolino e Thomas Ceccon. L’hanno definita “snob” e “altezzosa” ma a ferirla è stata soprattutto la modalità alle spalle.

Federica Pellegrini è sempre stata concentrata sull'obbiettivo. La nuotatrice olimpica, soprannominata Divina, ha stabilito diversi record nel suo sport e non ha mai perso la determinazione, senza curarsi di quello che le persone potevano pensare di lei. Eppure, ripensandoci a distanza di anni, ci sono uomini che l'hanno ferita con le loro parole, definendola "snob" e "altezzosa", forse per invidia o forse senza tenere conto del contesto.

Ospite del podcast di Giulia Salemi Non lo faccio x Moda, Pellegrini ha rivelato che lo schermidore Aldo Montano e i colleghi Massimiliano Rosolino e Thomas Ceccon, appartenenti a due generazioni diverse del nuoto, l'hanno criticata e le hanno parlato alle spalle. Con parole diverse hanno espresso lo stesso concetto: una nuotatrice olimpica "snob" e "altezzosa" che è sempre stata collocata su un "piedistallo" e che per le nuove generazioni "non rappresenta niente". Sono parole che hanno ferito la nuotatrice e che l'hanno delusa, pensando che i nuotatori con con cui si era trovata in più occasioni fossero diversi.

A farla riflettere il fatto che le critiche arrivassero da parte di uomini, che come lei hanno vissuto lo sport e che non hanno in alcun modo provato a capirla, scegliendo di non parlarle mai direttamente. Ed è proprio questo aspetto ad averla delusa maggiormente: Pellegrini ha un carattere diretto e "rude", ma quando ha un problema non ci gira intorno e lo affronta. Per proteggersi, ha scelto di non avere un confronto con queste persone, cancellandole direttamente dalla sua vita.

La scelta di tagliare i ponti senza cercare il chiarimento non è un gesto di spocchia ma una linea di confine coerente con la sua storia: per chi è abituato a parlare con i cronometri e i risultati, le chiacchiere restano solo rumore di fondo da ‘eliminare'. La sua testimonianza, secondo chi scrive, trasforma uno sfogo in una riflessione più ampia: quanto è ancora difficile, nello sport italiano, accettare una donna vincente che rifiuta di compiacere gli altri?

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views