Montano e il gelo con Federica Pellegrini: “Dissi che era antipatica perché non salutava, se l’è legata al dito”
Il gelo tra Aldo Montano e Federica Pellegrini ha un'origine ben precisa, e a ricostruirla è lo stesso schermidore ospite oggi nello studio di Verissimo. Mettendo un punto alla polemica nata nelle scorse settimane, Montano ha voluto chiarire cosa ci fosse davvero dietro quell'incomprensione che ha spinto la campionessa di nuoto a chiudere i ponti.
Il racconto di Aldo Montano
"Dissi che era antipatica perché non salutava, se l'è legata al dito", ha raccontato Montano nel salotto di Silvia Toffanin. La nuotatrice si sarebbe risentita della sua risposta ironica a un quesito che gli fu posto: "Non volevo fare polemica, alla domanda sui più simpatici e antipatici dissi Federica. Sarà che era una ragazza timida, ma avevo preso questa cosa del mancato saluto. Al villaggio olimpico saluti sempre di solito, anche se non conosci le persone, perché sono tuoi compagni di viaggio; lei invece tirava un po' dritta, e se l'è legata al dito".
La prima a parlarne fu Federica Pellegrini
Le parole di Montano arrivano dopo quelle della campionessa. Fu lei stessa, infatti, a parlarne per prima. Pellegrini aveva riaperto il capitolo confessando di essere rimasta profondamente delusa dalle parole di alcuni colleghi del mondo del nuoto e dello sport – nello specifico lo stesso Montano, Massimiliano Rosolino e Thomas Ceccon. All'epoca, la nuotatrice aveva spiegato di aver sofferto non tanto per i contenuti delle critiche (in cui veniva descritta come "snob", "altezzosa" o irraggiungibile su un piedistallo), quanto per la modalità con cui erano state fatte. A ferirla era stato il fatto che quegli atleti, pur condividendo il suo stesso percorso di sacrifici e pressioni agonistiche, avessero preferito parlare alle spalle anziché affrontarla direttamente. Un atteggiamento che l'aveva spinta a voltare pagina e a tagliare i ponti, scegliendo il silenzio e la coerenza rispetto ai pettegolezzi di spogliatoio. Ora la replica di Montano sposta un altro tassello in questa narrazione, dimostrando che "La Divina", a parere di chi scrive, forse farebbe meglio a prendersi meno sul serio.