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Ornella Vanoni: “Lasciai Strehler dopo una scenata di gelosia, Gino Paoli bruttino ma talento vero”

Ornella Vanoni ha aperto le porte di casa sua al Corsera per un’intervista a tutto tondo, nella quale si è raccontata come artista e come donna, partendo dai suoi vecchi amori: da Giorgio Strehler a Gino Paoli passando per l’impresario Lucio Ardenzi, dal quale ha avuto il figlio Cristiano.
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Ha 88 anni, il 13 gennaio riprenderà la tournée a Bologna, con un’orchestra tutta al femminile. Ha da poco superato un intervento al femore dopo una caduta che l'ha tenuta ferma per un po' e, raggiunta dal Corsera, Ornella Vanoni sembra sempre non si lasci sgualcire dagli eventi.

L'amore con Giorgio Strehler e la gelosia per Renato Salvatori

Fiera nella sua poltrona con l'inseparabile barboncina nera di nome Ondina, la cantante ha aperto il cassetto dei ricordi ancora una volta e ha parlato dei suoi nuovi progetti e dei vecchi amori, da Giorgio Strehler a Gino Paoli passando per l’impresario Lucio Ardenzi, dal quale ha avuto il figlio Cristiano.

Ero ragazzina e andavo a teatro da lui (Strehler, ndr) che mi prestava i costumi per carnevale. Poi entrai alla Scuola del Piccolo Teatro, e ci innamorammo. Ho imparato tanto guardando Giorgio lavorare. È stata una esperienza forte, formativa. Ma la nostra storia d’amore creò scandalo: lui molto più grande e sposato. Io fui bistrattata per questo legame.

Perché si sono lasciati? "Ero al Festival di Spoleto. Luchino Visconti mi presentò Renato Salvatori (l’attore di Poveri ma belli), era un gran gnocco. Ci fecero foto insieme e scoppiò il putiferio. Giorgio era furioso, mi stalkerizzò sul telefono fisso. La verità è che ormai il nostro rapporto era già finito. Non ero stanca di lui, ma di una cosa che faceva lui e che a me non andava più…Certo che Giorgio mi ha amato alla follia, come nessun altro".

Renato Salvatori in Poveri ma belli
Renato Salvatori in Poveri ma belli

Quando la Vanoni spiegò perché era finita con Strehler

Questa "cosa che faceva lui" e che a Ornella Vanoni non andava più è emersa in un'altra intervista rilasciata nell'agosto 2021 al settimanale OGGI:

Non potevo seguirlo nella droga e negli altri suoi vizi. Andai al festival di Spoleto, a cantare le canzoni della mala con la regia di Zeffirelli. Entrai nel gruppo di Visconti, che mi piacque molto. Lì incontrai Renato Salvatori, quello di Poveri ma belli. Mi ha quasi messo a letto. Fu solo un flirt, ma uscirono le foto di una nostra gita in motoscafo sul lago di Bracciano. Strehler ne soffrì come un cane. Veniva a casa mia e cominciava a ripetere: “Con te non posso vivere, senza di te non posso vivere…”. Una volta, anni dopo, mi telefonò: “Tu devi tornare con me, ti voglio al mio fianco…”. Lo informai che stavo per sposarmi.

Gino Paoli "bruttino ma talento vero"

Un amore tormentano quello con Strehler, non da meno quello con Gino Paoli, che le dedicò la meravigliosa canzone Senza fine. Lui fu colpito "dalle mie mani grandi", lei da qualcosa che le aveva fatto subordinare l'aspetto fisico alle sue immense doti artistiche: "Era un ragazzo bruttino, vestito di nero, collo alto da rive gauche. E ho provato quello che provo quando sono vicina a un “talento vero”".

Il matrimonio con Lucio Ardenzi e il figlio Cristiano

Una storia senza fine davvero, che la cantante si è portata dietro per tempo, anche in occasione del matrimonio nel 1960 con l’impresario Lucio Ardenzi, che nel 1962 la rese mamma del figlio Cristiano: "Ero molto confusa… Andai all’altare vestita di giallo e pensando a Gino Paoli che amavo. La sera prima volevo mandare tutto all’aria, e fuggire. Ma tutte le mie amiche a dirmi: “Non si fa, non puoi, domattina ti devi sposare”. Insomma ho combinato un casino dietro l’altro".

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