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Chi è Nicola De Marinis, magistrato e padre di Achille Lauro

Nicola De Marinis, 69 anni, è il padre di Achille Lauro: magistrato della Corte di Cassazione e docente universitario. Il rapporto tra i due, inizialmente difficile, si è ricostruito negli anni.
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Dietro l'immagine provocatoria e ribelle di Achille Lauro si nasconde una storia familiare fatta di rigore istituzionale e aspettative tradite. Il cantante, all'anagrafe Lauro De Marinis, è figlio di Nicola De Marinis, magistrato della Corte di Cassazione con una carriera accademica di prestigio. Un rapporto padre-figlio che per anni ha oscillato tra incomprensioni profonde e tentativi di riavvicinamento, segnato dallo scontro tra un mondo borghese e strutturato e la scelta artistica di chi ha rifiutato di seguire le orme paterne.

L'artista ha sempre parlato con rispetto del genitore, pur ammettendo le difficoltà vissute. In un'intervista a Domenica In, Achille Lauro ha raccontato: "Sono figlio di gente onesta. Mio padre, con cui ho avuto un rapporto complicato, è una persona onesta, un intellettuale. Non vengo da un ambiente squilibrato. Negli anni abbiamo recuperato".

Chi è Nicola De Marinis, il padre di Achille Lauro

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Nicola De Marinis nasce il 26 marzo 1956 a Reggio Emilia, ma le sue radici affondano a Gravina in Puglia, terra d'origine della famiglia. Oggi ha 69 anni e porta sulle spalle una carriera giuridica di altissimo livello. Dall'8 luglio 2014 ricopre il ruolo di Consigliere addetto alla Sezione Lavoro presso la Corte di Cassazione, punto d'arrivo di un percorso professionale costruito con rigore e dedizione.

Prima di approdare alla Cassazione, De Marinis ha insegnato Diritto del Lavoro come professore associato presso la Facoltà di Economia dell'Università degli Studi del Molise. La sua produzione scientifica conta circa 150 pubblicazioni in materia di diritto del lavoro e sindacale, testimonianza di un impegno accademico costante. È stato anche chiamato a contribuire all'Enciclopedia del diritto.

Il curriculum di Nicola De Marinis include anche l'esperienza come dirigente della Confindustria e la partecipazione, negli anni Novanta, come esperto giuridico alla Commissione di Garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici. Una tradizione di famiglia, quella di servire lo Stato: il padre di Nicola, quindi il nonno di Achille Lauro, è stato prefetto di Perugia. Tra i parenti figurano Michele De Marinis, ex procuratore della Repubblica di Bari, e Matteo De Marinis, viceprefetto ed ex commissario antimafia. Anche il fratello Domenico ha avuto ruoli istituzionali come bancario e assessore provinciale.

Nicola De Marinis è stato sposato con Cristina Zambon, originaria del Veneto, dalla quale si è successivamente separato. Dalla loro unione sono nati due figli: appunto Achille Lauro e Federico (in arte Fet), anche lui attivo nel mondo musicale.

Il legame di Achille Lauro con il padre Nicola De Marinis

Le aspettative del padre magistrato si sono infrante contro la scelta del figlio di abbracciare la musica e un mondo diametralmente opposto a quello borghese in cui era cresciuto. A soli 15 anni, Achille Lauro andò a vivere con il fratello maggiore Federico in una comune di artisti, segnando una rottura netta con l'ambiente familiare.

Nicola De Marinis ha raccontato al settimanale DiPiù la propria prospettiva su quegli anni difficili: "Per mio figlio sono stato un padre ingombrante. Volevo che seguisse le mie orme ma un giorno mi ha voltato le spalle dicendo proprio come nella canzone che ha presentato a Sanremo: ‘Me ne frego. Me ne frego di quello che dici, voglio andare per la mia strada e tu mi devi lasciare in pace'". Il magistrato ha ammesso di essersi allontanato dai figli per un periodo a causa delle troppe incomprensioni: "Io mi sono allontanato dai ragazzi perché le incomprensioni erano tante, la madre non li ha mai abbandonati".

Negli ultimi anni, padre e figlio hanno trovato un equilibrio nuovo, fatto di rispetto reciproco e accettazione delle scelte altrui. Nicola De Marinis ha descritto così il rapporto attuale: "Sicuramente il mio mondo non gli è mai piaciuto. E anche il mio modo di volerlo schematizzare. Lui ha seminato il suo genio al di fuori di una realtà borghese che ha negato fin da giovanissimo. Ma non è mai stato lasciato solo. Siamo uomini, ci sentiamo, ci confrontiamo tra uomini. Io lo chiamo spesso. La mamma è amministratrice delegata della sua casa discografica ed è quella che sicuramente lo sente di più. Oggi sono fiero di lui".

Il padre ha anche voluto chiarire alcuni aspetti della vita del figlio, smontando alcune narrazioni eccessive: "Mio figlio non è un drogato, non ha avuto esperienze devastanti. È un eccentrico ed è ben diverso. Ne avrà fatto uso in passato, ma non come ha scritto, in modo così esagerato". Un tentativo di proteggere l'immagine del figlio dalle distorsioni mediatiche, pur riconoscendo che Achille ha frequentato ambienti ai margini, vedendo amici finire in carcere o morire di overdose. Un rapporto che resta complesso, ma che ha trovato una forma di pace. Due mondi che non si sono mai davvero incontrati, ma che hanno imparato a rispettarsi da lontano.

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