Festival di Cannes 2022
14 Maggio 2022
12:45

A Cannes Mariupolis 2, il film del regista ucciso nel conflitto in Ucraina

A Cannes verrà presentato il film “Mariupolis 2” del regista lituano Mantas Kvedaravičius, ucciso lo scorso durante la guerra in Ucraina.
A cura di Ilaria Costabile
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Festival di Cannes 2022

Dopo aver aperto la rassegna Carbonia Film Festival nel Sulcism, in Sardegna, il film "Mariupolis 2" del regista lituano Mantas Kvedaravičius arriva anche a Cannes, dopo la morte del cineasta avvenuta lo scorso in Ucraina per mano dell'esercito russo. A completare l'opera è stata la sua compagna, Hanna Bilobrova, che grazie all'aiuto di un montatore di fiducia del regista è riuscita a portare a termine il girato, per poi presentarlo. La proiezione al Festival è prevista per le giornate di giovedì 19 e venerdì 20 maggio.

Il film completato grazie alla compagna

"Mariupolis 2" rappresenta un continuum con il film "Mariupolis" firmato da Mantas Kvedaravičius nel 2016. Poco dopo lo scoppiare del conflitto in Ucraina il regista si era recato nuovamente a Mariupol, nel Donbass, per documentare la situazione di quegli uomini e quelle donne di cui aveva già raccontato la storia nel 2014-2015, ma purtroppo è stato catturato dai russi e poi ucciso. A seguito della sua scomparsa, i produttori e i collaboratori all'opera hanno deciso di mettere insieme le loro forze per completare quello che aveva girato fino a quel momento. Il girato, infatti, era stato portato in salvo dalla compagna che, quindi, ha provveduto affinché fosse completato il lavoro per cui il cineasta lituano ha perso la vita. Presentando il film, infatti, Hanna Bilobrova ha dichiarato commossa:

Il suo zaino era una parte di lui non se ne liberava mai. L'ho portato da Mariupol e lo porto sempre con me. Perché così è come se Mantas fosse sempre con me. È il racconto di uno scenario fatto di fabbriche, mare, soldati e del suono del violino, non è un racconto di guerra, ma del clima surreale che si è venuto a creare. E di come l'uomo può vivere di fronte a una situazione come questa. "Ha voluto cogliere l'aspetto umano da cineasta, ma anche da antropologo. Ha voluto mostrare l'aspetto invisibile o meno visibile della guerra

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