Nuovi guai giudiziari per Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia è indagato dalla procura di Roma per corruzione in atti giudiziari nell'ambito del filone relativo alle sentenze pilotate al Consiglio di Stato, in particolare per quella che il 3 marzo 2016 ha annullato per l'ex premier l'obbligo di cedere la quota eccedente (il 9,99%, pari a circa un miliardo di euro) detenuta in Banca Mediolanum, stabilito da Bankitalia.

Il verdetto in questione aveva ribaltato quella del Tar del Lazio che imponeva la vendita del 20% delle azioni per il fatto che l'ex presidente del Consiglio non aveva più i requisiti di onorabilità previsti dalla legge in seguito alla condanna a quattro anni in via definitiva per frode fiscale legata ai diritti Mediaset. L'ipotesi della procura è che alcuni giudici abbiano annullato la decisione del Tar, in cambio della promessa di denaro. L'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto, Paolo Ielo, e dal pm, Stefano Rocco Fava, nelle scorse settimane aveva portato a una serie di arresti che hanno riguardato anche magistrati.

Nel registro degli indagati sono finiti il giudice relatore del provvedimento, un avvocato e un ex funzionario di Palazzo Chigi. Nell'abitazione di quest'ultimo, nel corso di una perquisizione effettuata due anni fa, furono trovati circa 250mila euro in contanti più le copie di alcune sentenze del Consiglio di Stato, compresa la bozza della sentenza su Mediolanum.

L'avvocato di Silvio Berlusconi Niccolò Ghedini si è detto tranquillo: "Il presidente Berlusconi – ha detto all'Adnkronos – era già stato indagato e già archiviato per la stessa vicenda e l'indagine è stata riaperta per via di nuovi elementi. Sia io che l'avvocato Coppi siamo certi che in tempi brevi sarà ri-archiviata di nuovo perché non ci sono elementi tali da sostenere un'accusa in giudizio".

"Berlusconi scende di nuovo in campo per le elezioni e puntuale come un orologio arriva l’avviso di garanzia. Le solite coincidenze…", ha commentato su Twitter Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia.