Le divergenze interne a Forza Italia non sembrano destinate a chiudersi tanto facilmente, con lo storico leader del partito, Silvio Berlusconi, apertamente messo in discussione da Giovanni Toti, presidente della regione Liguria che sembra avvicinarsi sempre di più alla linea sovranista nel centrodestra, capeggiata dalla Lega di Matteo Salvini. Ieri il governatore ligure, ospite su Rai Radio1, ha affermato che se ci saranno delle primarie si candiderà con le proprie idee per assumere la guida di FI, aggiungendo che il Cavaliere dovrebbe "rendersi conto che la sua epoca è finita". Toti ha anche detto che "siccome un partito non è una monarchia, ma qualche cosa che coinvolge tante migliaia di persone e tanti milioni di elettori, sarebbe giusto fornire i meccanismi per andare avanti", sottolineando come l'ex presidente del Consiglio ora dovrebbe farsi da parte e lasciare spazio alla riorganizzazione dei dirigenti forzisti.

La risposta di Berlusconi non si è fatta attendere: "L'ho nominato io e adesso chiede la democrazia. Un nominatissimo che chiede democrazia", ha commentato sarcasticamente il Cavaliere in riferimento alle dichiarazioni di Toti. Lo scontro avviene in un momento delicato per Forza Italia. Le elezioni europee dello scorso 26 maggio hanno sancito il crollo di consensi verso il partito, incoronando invece il Carroccio come la punta del centrodestra. Berlusconi, che già nei giorni scorsi ha più volte invitato i leader di Lega e Fratelli d'Italia a non spezzare la coalizione, ha affermato di aver incontrato Matteo Salvini: "Mi ha detto che è disponibile a ragionare su un futuro di centrodestra insieme. Una federazione o una fusione con la Lega". Un'ipotesi che trova però l'opposizione dei parlamentari forzisti del Sud Italia: oltre a quelli maldisposti ad accettare un aggruppamento con la Lega e che preferirebbero conservare l'autonomia del loro partito, suggerendo Mara Carfagna come nuova guida, ci sono anche quelli che non ammettono un passo indietro da parte di Berlusconi.