Sondaggi politici, ancora aperta la sfida tra Cdx e Csx, nel campo largo crescono solo Iv di Renzi e Avs

Restano praticamente appaiate le due coalizioni, centrodestra e centrosinistra, anche se entrambe risultano in leggero calo. Ma se si votasse oggi per le elezioni politiche avrebbe la meglio comunque la coalizione di governo. È questo un primo bilancio che è possibile fare a partire dai dati elaborati nell'ultimo sondaggio Tecnè realizzato per l'agenzia Dire, con interviste effettuate tra il 13 e il 15 maggio.
Il centrodestra quindi resta avanti con il 45,8% delle preferenze, ma ma perde lo 0,2% rispetto all'8 maggio. Il campo largo si attesta al 45,1%, in calo dello 0,1%. Scendendo nel dettaglio delle intenzioni di voto, nella maggioranza di governo FdI si conferma primo partito con il 28,9%, ma non fa registrare nessuna variazione rispetto a una settimana fa. Se guardiamo alla maggioranza, Fratelli d'Italia è seguito da Forza Italia all'8,8% (per gli azzurri di Tajani -0,1 rispetto alla settimana precedente). Anche la Lega di Salvini è in calo, al 7,1% (-0,1 rispetto alla precedente rivelazione), mentre Noi Moderati di Lupi è stabile all'1%.

Nel centrosinistra il Partito Democratico di Elly Schlein si mantiene al primo posto con il 22,1% (-0,1 rispetto alla precedente rilevazione), seguito dal Movimento 5 Stelle di Conte, al 12,9% (-0,1). Alleanza Verdi Sinistra insegue Lega e Forza Italia con il 6,3%, in crescita nei consensi dello 0,1%; è la stessa quota guadagnata da Italia Viva di Matteo Renzi, che sale al 2,4 (+0,1). Mentre Più Europa per qualcosa e cala all'1,4% (-0,1). In crescita Azione di Calenda al 3% (+0,1%), segno che la strategia del leader del partito Carlo Calenda di dialogare con l'esecutivo sta portato qualche vantaggio in termini di gradimento elettorale. Il partito dell'ex ministro viene però superato da Futuro Nazionale di Vannacci, ora al 3,1% (+0,1 rispetto al sondaggio dello scorso 8 maggio.
Secondo il borsino dei partiti realizzato da Tecnè per Dire, la quota di indecisi è ancora alta, quasi un intervistato su due non dichiara il suo voto: tra astensione e incerti, a questa platea appartiene il 44,2% degli elettori interpellati.