Beppe Grillo dietro a Virginia Raggi, la mano appoggiata sulla spalla come se volesse proteggerla, sostenerla, mentre la sindaca guarda al futuro, pronta a concorrere per il secondo mandato per la carica di ‘Major of Rome', in occasione delle prossime elezioni comunali del 2021. "Daje" è l'espressione tipicamente romana scelta da Grillo dopo l'annuncio di Raggi alla sua ricandidatura in video conferenza con i consiglieri. Un messaggio breve, ma che esprime chiaramente come il fondatore del Movimento Cinque Stelle sia dalla sua parte e tifi per lei, così come Luigi Di Maio, Alessandro di Battista e gli altri esponenti pentastellati del mondo politico. Lo scorso 12 luglio Grillo aveva già pubblicato un un messaggio per la sindaca sul suo blog personale: "Virgì, Roma non te merita".

L'annuncio di Virginia Raggi: "Mi ricandido sindaco di Roma"

La notizia della ricandidatura di Virginia Raggi sindaco di Roma era già nell'aria, ma è stata resa nota pubblicamente solo ieri, lunedì 10 agosto, e accolta con entusiasmo dal Movimento Cinque Stelle. "Non ci sto ad apparecchiare la tavola per far mangiare quelli di prima, sono convinta che dobbiamo an dare avanti" ha detto la sindaca, rivolgendosi alla maggioranza grillina in Campidoglio. Il prossimo step vedrà esprimersi gli elettori grillini sulla piattaforma Rousseau.

Con il Pd accordo impossibile

“Io sono in campo, se il Pd vuole, dovrà scendere a patti con me” ha detto la sindaca, annunciando l'intenzione della sua ricandidatura. Ma per il Pd non ci sarà alcun accordo con Virginia Raggi, che sogna candidati come David Sassoli, Paolo Gentiloni e Roberto Gualtieri. Per Nicola Zingaretti "è tutto da rifare", che nelle scorse settimane ha definito l'eventualità, ora diventata concreta, di una ricandidatura di Raggi come una vera e propria "minaccia per Roma".