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Ucciso dopo una lite per l’immondizia a Casal del Marmo, una testimone: “La vittima aveva una spranga”

Una vicina di Luca Di Vito afferma di aver assistito a tutta la dinamica che avrebbe portato all’accoltellamento e alla successiva morte dell’uomo. Stando alla sua testimonianza, la vicenda sarebbe iniziata con un acceso litigio, seguito da insulti e da un’aggressione attribuita a Di Vito e alla sua compagna.
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"Quel ragazzo ha commesso un gesto terribile e deve pagare, voglio però che sia raccontato tutto quello che è successo ieri sera". Angela vive in una villetta di fronte alla palazzina dove martedì 2 giugno è avvenuto l'omicidio di Luca Di Vito, il 57enne ucciso a coltellate da un 18enne di origini colombiane sulla terrazza condominiale di un palazzo di via Villastellone, in zona Casal del Marmo, alla periferia di Roma.

L'autore del delitto viveva in quell'appartamento da alcuni mesi. Era ospite dalla famiglia della fidanzata e abitava insieme anche alla mamma e alla sorella di lei. E sarebbero proprio queste tre donne al centro della diversa possibile dinamica, raccontata dalla vicina di casa Angela.

La ricostruzione di una vicina di casa

"Dopo il primo litigio davanti ai cassonetti Luca e la compagna sono corsi davanti casa del ragazzo". Angela afferma di aver visto tutte le fasi dalla finestra di casa sua. Di Vito avrebbe impugnato una spranga, sempre secondo il racconto della vicina, avrebbe aggredito la fidanzata del 18enne e sua madre insieme alla sua compagna. "Ho sentito tanti insulti e le hanno prese per i capelli".

A quel punto il 18enne avrebbe urlato "Fermati, calmati, le donne non le toccare" e "Parla con me che sono uomo" e poco dopo avrebbe accoltellato Luca Di Vito uccidendolo. Una possibile dinamica raccontata anche dalla fidanzata del ragazzo fermato, attraverso un commento sui social: "Ci tengo a scrivere che lo ha accoltellato perché lui e sua moglie ci stavano aggredendo e picchiando a me e mia madre, tra l’altro sono stati loro per primi a venire a casa nostra e tirarci schiaffi ma questo nessuno lo dice vero!?".

"Ho un dolore fortissimo, mi dispiace e non doveva succedere, non doveva succedere. Quel ragazzino mi è sempre sembrato un bravo ragazzo, non capisco come sia arrivato a fare una cosa del genere e mi dispiace ovviamente anche per la vittima" conclude Angela prima di salutarci per rientrare a casa.

La versione dei vicini e del fratello

Ieri sera il fratello Roberto e alcuni vicini di casa avevano raccontato un dinamica diversa, prima di arrivare al brutale omicidio. Luca, secondo il racconto dei vicini, avrebbe deciso di andare a parlare ai genitori del ragazzo insieme alla sua compagna. "Era tranquillo, voleva confrontarsi con degli adulti e chiarire con loro – racconta Roberto – sicuramente non aveva intenzioni aggressive altrimenti non avrebbe fatto venire la sua compagna". In realtà in quell'appartamento sembra non vivessero i suoi genitori ma la madre della sua fidanzata. Un dettaglio non particolarmente rilevante ai fini della ricostruzione di quelle ore ma che va considerato.

Sull’omicidio indaga la squadra mobile che dovrà ricostruire la dinamica esatta degli eventi, per capire cosa è davvero successo la sera del 2 giugno dopo una banale lite per dei cassonetti. Quello che è praticamente certo al momento è che i due, la vittima e l'autore del delitto, litigavano spesso e stavolta l'acceso scontro è terminato nel peggiore dei modi.

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