Rifiuti a Roma, tre ordinanze di Gualtieri contro l’emergenza: “Pesa anche la guerra in Iran”

Tre ordinanze per far fronte all'emergenza rifiuti. Così il Campidoglio reagisce alla crisi che da qualche settimana ha visto il ritorno dei cumuli di immondizia a ridosso dei cassonetti e nei camion dell'Ama. All'interno della decretazione d'urgenza ci sono misure atte a potenziare la raccolta e lo smaltimento. In particolare, su questo secondo aspetto pesa la capacità ridotta degli impianti esterni di accogliere i rifiuti della capitale. Una difficoltà che sarebbe causata da diversi fattori fra cui quelli geopolitici.
Tre ordinanze per potenziare la raccolta e il trito dei rifiuti
I provvedimenti, firmati dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, potenzieranno per 60 giorni gli impianti di Rocca Cencia, Ponte Malnome e viale dei Romagnoli, autorizzando un aumento temporaneo dello stoccaggio degli indifferenziati urbani e dei materiali derivanti dal trito di quest'ultimi. Nei primi due stabilimenti verranno anche messe in campo due linee mobili proprio per la tritovagliatura e la pressa. In merito alle difficoltà che stanno interessando il sistema di smaltimento, in una nota a valle della firma il Comune ha parlato di "un susseguirsi congiunto di fattori che ne hanno limitato o impedito la capacità di ricezione".

Geopolitica e dipendenza da altri impianti alla base della crisi
A causare l'emergenza sarebbe stata "una concomitanza straordinaria di elementi esogeni che ha rallentato temporaneamente la regolare raccolta", ha affermato l'assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti, Sabrina Alfonsi. Il sistema a Roma è fortemente dipendente da impianti esterni, che in queste settimane hanno "ridotto la capacità di ricezione": nonostante gli accordi con gli stabilimenti dentro e fuori la regione per il 120% del fabbisogno della Capitale, la situazione è compromessa dalla temporanea indisponibilità di diversi impianti a livello regionale (Frosinone, Latina, Rieti) e nazionale (Lombardia, Emilia Romagna e Abruzzo). Anche l'attuale contesto geopolitico non aiuta. La guerra in Iran causerebbe "problematiche logistiche nei trasferimenti con nave verso le destinazioni ordinariamente utilizzate (Cipro, Turchia, Nord Europa)", si legge nel testo delle ordinanze.

Al netto di queste problematiche, Gualtieri è tornato a parlare dell'inceneritore che dovrebbe sorgere al confine tra Santa Palomba, Albano, Ardea e Pomezia: "Una grande Capitale europea non può dipendere da soluzioni di riserva, deve, invece, poter contare su una propria autosufficienza impiantistica, obiettivo su cui lavoriamo dal primo giorno: sia il termovalorizzatore che i nuovi impianti per il recupero della frazione organica, della carta, del cartone e del multimateriale, che entreranno in funzione già dal prossimo anno, servono proprio a dare alla città un ciclo dei rifiuti più efficiente, consentendo di inquinare meno e risparmiare risorse”, conclude il Sindaco.

Ugl in sciopero: "Mezzi obsoleti ma gli stipendi dei dirigenti salgono"
Sulla crisi graverà anche lo sciopero annunciato dai lavoratori aderenti al sindacato Ugl, che saranno in presidio lunedì 11 maggio di fronte alla sede dell'Ama in via Calderon de la Barca. Oggetto della contestazione è il pre-accordo già siglato da Cgil, Cisl, Uil e Fiadel. Marco Iannarilli, segretario provinciale Roma di Ugl-Psa, parla di "lavoro non riconosciuto e adeguatamente retribuito di operai che solo a Roma Est smistano 50 tonnellate al giorno di rifiuti. I cittadini vedono gli episodi negativi, ma noi siamo sempre in prima linea, da anni, con mezzi spesso obsoleti e inadeguati per le nuove tecniche della raccolta differenziata. Siamo fra i pochi a lavorare da lunedì a sabato intere notti, mentre vediamo gli stipendi dei dirigenti schizzare ben oltre i centomila euro annuali".