Piano rifiuti della Regione Lazio, i siti dei nuovi impianti di smaltimento: in funzione entro il 2031

Autosufficienza nello smaltimento, due ATO e investimenti per 60 milioni di euro. Sono alcuni degli aspetti emersi durante la conferenza che si è svolta oggi sul Piano di Gestione dei Rifiuti 2026‑2031 approvato dalla Regione Lazio. Un documento che punta alla piena operatività del sistema tra 2028 e 2031, con autosufficienza energetica nel 2028 e chiusura del ciclo entro il 2031 grazie ai termovalorizzatori e alle discariche programmate.
Il Piano introduce anche i criteri per la localizzazione dei nuovi impianti, che province e Città Metropolitana dovranno recepire entro un anno, con distanze minime dalle funzioni sensibili individuate a 1500 metri per termovalorizzatori e discariche pericolose, 1250 metri per discariche non pericolose, 1000 metri per TMB/TBM e impianti complessi, 500 metri per impianti non pericolosi.
L’obiettivo è superare la dipendenza dagli impianti fuori regione e garantire un sistema conforme alle direttive europee. Dall'incontro è stato evidenziato infatti come il Lazio soffra una "strutturale carenza impiantistica" e che ogni anno "circa un milione di tonnellate di rifiuti laziali viene smaltito o trattato fuori regione". Il Piano ora passa all’esame del Consiglio regionale, da vedere se l’iter legislativo e autorizzativo riuscirà a rispettare le tempistiche indicate.
Quali sono i nuovi impianti dei rifiuti nel Lazio e quando entrano in funzione
Tra gli impianti di smaltimento dei rifiuti nel territorio del Lazio c'è il termovalorizzatore di Roma, previsto a Santa Palomba, che entrerà in funzione il primo gennaio 2028. Avrà una capacità di 600.000 tonnellate annue e riceverà direttamente gli indifferenziati romani. Il termovalorizzatore di San Vittore completerà la sua quarta linea, "attualmente in realizzazione". Per quanto riguarda invece le discariche, il Piano stima un fabbisogno di circa un milione di tonnellate per il periodo 2026‑2031, mentre la capacità prevista supera due milioni di tonnellate, grazie a nuovi progetti e ampliamenti già autorizzati o in corso a Viterbo, Aprilia, Roccasecca e Civitavecchia.
Più differenziata e meno discarica
Gli obiettivi il nuovo Piano di Gestione dei Rifiuti sono il raggiugimento del 72,3 per cento di raccolta differenziata entro il 2031; la riduzione del 6 per cento della produzione di rifiuti; riciclaggio effettivo al 60 per cento entro il 2030, in linea con gli obiettivi UE; il conferimento in discarica non oltre il 6 per cento dei rifiuti urbani entro il 2031. Percentuale che, qualora venisse raggiunta, sarebbe comunque sotto il limite europeo del 10 per cento previsto per il 2035. Per la realizzazione del Piano la Regione ha stanziato 60 milioni di euro del PR FESR 2021‑2027.
Il cambiamento più evidente riguarderà la Forsu, ossia la frazione organica dei rifiuti solidi urbani: nel Lazio si prevede un superamento del proprio fabbisogno, invertendo la tendenza all’esportazione. Rispetto agli impianti di trattamento meccanico, meccanico biologico e biologico meccanico, tipologie diverse che trattano i rifiuti indifferenziati, il Piano prevede riconversioni, chiusure e nuove autorizzazioni.
Nel dettaglio sono in programma le chiusure di Albano e Malagrotta 2; riaperture parziali di Malagrotta 1; nuovi avvii a Guidonia, Castelforte, Pomezia; ampliamenti a Pomezia con 380.000 tonnellate annue e un nuovo impianto ad Aprilia con 495.000 tonnellate annue; rinnovi autorizzativi a Viterbo, Colfelice, Cisterna e Rocca Cencia. L’impianto pubblico Ama di Rocca Cencia sarà riconvertito in un centro per il trattamento delle frazioni secche riciclabili. Verranno inoltre introdotti due nuovi Ambiti Territoriali Ottimali, ossia ATO 1 che vede il Lazio senza Roma (2,9 milioni di abitanti) e ATO 2, che comprenderà solo Roma Capitale (2,8 milioni di abitanti).