Affitti brevi, Gualtieri attacca Nonna Roma: “Senza la riforma di Roma Capitale non possiamo limitarli”

L'obiettivo sembra essere lo stesso: regolamentare l'apertura di abitazioni private a scopo turistico a Roma, cioè gli affitti brevi. Su come farlo, però, ci sono molte divergenze fra il Campidoglio e le associazioni che da anni denunciano come il proliferare di AirBnb metta a rischio l'accessibilità dei residenti alla casa e alla stessa città. Il grande muro divisorio sembra essere la proposta di riforma costituzionale per Roma Capitale.
Gualtieri: "Con riforma di Roma Capitale regolamenteremo gli affitti brevi"
"Ci sono i critici che vengono con gli striscioni a dire che vogliamo trasformare il centro di Roma in un grande Airbnb", ha dichiarato il sindaco Roberto Gualtieri durante l'iniziativa di Sinistra Civica Ecologista di domenica 10 maggio. "Sapete cosa accade se passa la riforma di Roma Capitale? Che finalmente gli Airbnb potremo regolamentarli". Già in passato la volontà del Campidoglio di intervenire sul tema si era scontrato con i ricorsi dei proprietari al Tar. Da marzo scorso l'amministrazione avrebbe deciso di ritornarci anche dopo uno studio dell'università La Sapienza sull'impatto della diffusioni di "abitazioni a uso recettivo". Sono poi seguiti incontri con associazioni di locatori turistici e il Gruppo Romano Regolamentazione Affitti Brevi, formato da vari comitati di quartiere.
"Io mi vergogno quando i sindaci di Parigi, di Barcellona, di New York possono regolamentare gli affitti brevi e invece noi siamo l'unica capitale europea che non può farlo", ha aggiunto Gualtieri, sostenuto anche dall'assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio: "Chi è contro i poteri a Roma è contro Roma. Non si può non capire la portata storica di una discussione che va avanti da decenni. Ed è sbagliata la postura anche di parti a noi vicine e progressiste che non capiscono l'importanza di questa riforma".
Nonna Roma: "Gli strumenti per intervenire ci sono già"
Per quanto riguarda gli striscioni citati da Gualtieri, il riferimento è all'iniziativa ‘Roma non è un albergo' messa in atto sabato 9 maggio da varie associazioni fra cui Nonna Roma, che nelle scorse ore ha replicato: "Secondo il sindaco, regolamentare davvero gli affitti brevi sarebbe impossibile o comunque molto complicato senza una riforma dei poteri di Roma Capitale. Non c'entra nulla. Roma oggi ha già gli strumenti per intervenire", dice Alberto Campailla, portavoce di Nonna Roma. "Esiste la legge della Regione Lazio numero 8 del 2022.
Esiste la riforma delle NTA, le norme tecniche di attuazione, del Piano Regolatore, già fatte proprie dall’Assemblea Capitolina e dalla stessa maggioranza che sostiene il sindaco Gualtieri. Non solo. L’Assemblea Capitolina ha approvato due ordini del giorno che impegnano il Comune a costruire un regolamento sugli affitti brevi ed esiste perfino una memoria di Giunta, ovviamente firmata dal sindaco, che istituisce un tavolo interassessorile con lo scopo di intervenire sulla materia".
Tutti vogliono il regolamento
Il difetto non sarebbe, quindi, nella mancanza di strumenti amministrativi, ma nella scarsa volontà di adoperare quelli che ci sono. "A che gioco stiamo giocando, sindaco Gualtieri? Ci avete ripensato? Vogliamo davvero tutelare il diritto alla casa, fermare la turistificazione selvaggia e il rischio di sostituzione sociale che Roma sta vivendo? Oppure continuiamo a rinviare mentre interi quartieri si svuotano di residenti e gli affitti che continuano a crescere a dismisura? – conclude Campailla – La nostra battaglia continua. Vogliamo un regolamento presto e fatto bene".
Il tema sarà al centro di De Core, due giorni di incontri e lezioni organizzato da Nonna Roma con Periferiacapitale, il programma per Roma della Fondazione Charlemagne. Fra i partecipanti anche l'assessore capitolino al Patrimonio e alle Politiche abitative, Tobia Zevi, per continuare il confronto fra Campidoglio e associazioni non tanto su cosa fare, ma su come.