16 Novembre 2022
12:15

Vernice arancione contro sede Cassa Depositi e Prestiti: il blitz degli attivisti per il clima

Attivisti di Ultima Generazione lanciano vernice arancione contro la Cassa Depositi e Prestiti: “Assicura investimenti in combustibili fossili”.
A cura di Beatrice Tominic

Nuovo blitz degli attivisti per il clima di Ultima Generazione. Stavolta è toccato alla sede della Cassa Depositi e Prestiti, al civico 4 di via Goito, nel quartiere Sallustiano a Roma. "L'Italia è il sesto investitore al mondo di soldi pubblici in combustibili fossili ed è proprio la Cassa depositi e prestiti ad assicurare questi investimenti devastanti", hanno dichiarato gli attivisti che hanno preso parte alla protesta.

Gli attivisti che hanno raggiunto la sede hanno azionato un getto di vernice arancione con degli estintori ai due lati dell’ingresso contro la facciata la vernice arancione, colore che contraddistingue il logo del movimento. Poi si sono seduti davanti per terra, incollandosi con le mani al palazzo, davanti alla porta di ingresso. Una volta a gambe incrociate sul marciapiede hanno srotolato uno striscione rosso. Su di esso, a caratteri grandi e neri, la loro firma: "Ultima Generazione. No gas, no carbone".

Quasi immediatamente sono arrivate le forze dell'ordine che hanno tolto dal muro le mani degli attivisti, provocando loro escoriazioni. Sul posto agenti della Guardia di Finanza e i carabinieri hanno portato i contestatori in caserma.

Le forze dell’ordine davanti alla sede del blitz
Le forze dell’ordine davanti alla sede del blitz

Il blitz degli attivisti

"Sono stufo che i soldi dei cittadini del mio Paese, i risparmi di anni delle famiglie come la mia, gli sforzi dei lavoratori e delle lavoratrici, siano letteralmente buttati in progetti a sostegno dei combustibili fossili –  ha dichiarato Davide, uno degli attivisti – È proprio la Cassa Prestiti e Depositi, ente finanziario all'82,77% a partecipazione statale, che attraverso i suoi capitali permette a grandi inquinatori come ENI, SNAM e SAIPEM di continuare a investire in gas, petrolio e carbone, in Italia e all’estero. Ogni euro investito nelle fonti fossili è investito nella morte di persone".

Davide incollato con la mano al palazzo dopo il blitz con la vernice arancione.
Davide incollato con la mano al palazzo dopo il blitz con la vernice arancione.

"La Cassa Depositi e Prestiti, ad esempio, dal 2012 possiede SACE, l'agenzia assicurativa che garantisce progetti legati al fossile in Italia e ha comprato SNAM, il più grande operatore del sistema di trasporto del gas, da Eni, di cui possiede il 25,96%. È inoltre nel consiglio azionario di Terna, Italgas e Saipem, aziende che, da un lato, sono direttamente produttrici di energia derivanti da fonti fossili e, dall’altro, istituti internazionali ed enti pubblici che finanziano o assicurano i progetti di sfruttamento di Oil&Gas delle prime – hanno spiegato gli attivisti – I soldi pubblici continuano a confluire in progetti simili, rimandando a tempi sempre più incerti la necessaria conversione energetica che è doveroso portare da subito. Senza cambi di direzione da parte di questi giganti del finanziamento al fossile la situazione difficilmente virerà verso rotte più virtuose. È arrivato il momento che i diretti responsabili rispondano dei danni e della devastazione che causano".

Le proteste degli attivisti

Continuano le proteste degli attivisti di Ultima Generazione. Dopo i ripetuti blocchi stradali sul Grande Raccordo Anulare anche nei giorni della COP27, nelle ultime settimana hanno aggiunto nuove modalità di protesta. È il caso, ad esempio, dell'azione svolta alla mostra ospitata a Palazzo Bonaparte, dove quattro attiviste hanno lanciato una zuppa contro il quadro di Van Gogh: "Arrivano sempre molte critiche quando organizziamo protesta di questo tipo, ma non c'è tempo per piacere a tutti – aveva dichiarato una delle quattro attiviste intervistata da Fanpage.it– Non basta dedicarsi a studiare: il futuro è troppo incerto, occorre mobilitarsi adesso".

Le contestazioni continuano a cambiare nel tempo: "Prima di metterne in atto di nuove occorre essere certi che siano efficaci, creative e diversificate per riuscire a far crescere il numero di persone che aderiscono alla nostra lotta", aveva spiegato Michele a Fanpage.it.  "Ribellarsi è necessario e ci sono tantissimi modi per farlo: vorrei che ogni persona cercasse il proprio invece di criticare solo quelli degli altri", ha concluso oggi Alessandro.

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