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Truffa dei buoni pasto, indagini su Ticket Restaurant: sequestrati 20 milioni a Edenred Italia

“Artifici e raggiri” per vincere la gara dei buoni pasto con i Ticket Restaurant. Dopo tre anni di indagini scatta il sequestro di 20 milioni di euro alla Edenred Italia, accusata di truffa.
A cura di Beatrice Tominic
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Turbativa d'asta e truffa ai danni dello Stato: sono queste le accuse nei confronti dell'amministratore delegato e presidente del Consiglio di Amministrazione di Edenred Italia Srl, la società che si occupa di distribuire i buoni pasto Ticket Restaurant. A cui si aggiunge anche il sequestro di 20 milioni di euro.

Secondo la Guardia di Finanza, come riporta l'edizione locale di la Repubblica, i vertici dell'azienda avrebbero fatto "sottoscrivere agli esercizi commerciali convenzionati accordi paralleli rispetto a quelli previsti dalla gara" e si sarebbero garantiti la commessa con "artifici e raggiri".

Le indagini in corso

Le indagini sono scattate dopo una sentenza del Consiglio di Stato su irregolarità di un bando di gara. Le verifiche da parte della Procura di Roma sono iniziate nel 2021, con gli accertamenti su una gara Consip dal valore di 578 milioni di euro. E proprio dalle indagini relative a questa gara che è emersa la pratica portata avanti da Edenred. La società avrebbe concordato con la centrale unica degli acquisti un valore al massimo ribasso, ma in seguito avrebbe alterato l'offerta, senza rivelare gli sconti stabiliti con i privati. E così si sarebbe aggiudicata la commessa.

In particolare, queste condotte illecite riguarderebbero quattro lotti in sette regioni: Lazio, Marche, Abruzzo, Molise, Umbria, Campania e Sicilia. Nel corso dell'indagine, inoltre, sono scattati accertamenti anche negli ex amministratori delegati.

Le ricostruzioni della Procura di Roma

"Facevano sottoscrivere agli esercizi commerciali convenzionati accordi paralleli rispetto a quelli previsti dalla gara, volti ad alterare il rapporto di equivalenza fra ribasso e commissione dichiarato in sede di offerta, violando così il divieto di retrocessione", si legge nel capo d'imputazione riportato dalla testata. Tutto ciò sarebbe avvenuto nonostante le regole ferree della gara di appalto secondo la quale lo sconto applicato al cliente pubblica amministrazione sarebbe dovuto essere "uguale alla commissione applicata agli esercizi commerciali convenzionati". Lo stesso bando, inoltre, prevedeva anche il "divieto di retrocedere ossia di restituire anche parte della commissione applicata all'esercizio convenzionato".

Ma secondo la procura la Endered Italia Srl "per mezzo dei soggetti agenti, attraverso artifici e raggiri", avrebbe indotto la Consip ad "attribuire alla Endered stessa il punteggio massimo affinché risultasse legittimata a stipulare la convenzione per i buoni pasto della pubblica amministrazione" e avrebbe "stipulato accordi paralleli che attribuivano all'esercizio convenzionato un compenso calcolato in percentuale rispetto il valore facciale dei Buoni pasto utilizzati".

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