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Si era preso villa, yacht e Ferrari con i bitcoin: sequestrati 2 milioni a un faccendiere russo

La guardia di finanza ha sequestrato beni di lusso e conti esteri a un uomo accusato di abusivismo finanziario e autoriciclaggio con investimenti in criptovalute.
A cura di Francesco Esposito
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La guardia di finanza con la Ferrari Portofino sequestrata
La guardia di finanza con la Ferrari Portofino sequestrata

Una villa, due appartamenti, conti correnti, server, diamanti, tre auto sportive tra cui una Ferrari Portofino, e anche uno yacht dal valore di oltre 360mila euro. Per un totale di 2 milioni di euro. Questo l'oggetto del maxi sequestro preventivo portato a termine dalla guardia di finanza su provvedimento del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma nei confronti di un uomo di origine russa, indagato per i reati di abusivismo finanziario e autoriciclaggio. Un patrimonio e uno stile di vita messo in piedi attraverso false promesse di guadagni facili e manovre sospette con le criptovalute.

I soldi intascati promettendo ricchezza con le cripto

I militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria e del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, con il supporto del Reparto Operativo Aeronavale di Civitavecchia, sono entrati in azione alla chiusura di lunghe indagini della procura di Roma. Gli inquirenti hanno individuato nel russo il nodo di un sistema rodato, costruito con metodo e pazienza, capace di drenare oltre 2 milioni di euro dalle tasche di ignari investitori. Il nome scelto per l'operazione, ‘Crypto Luxury', sintetizza molto bene la facciata messa in piedi per nascondere un sistema di truffa architettato da una struttura articolata, imperniata su due associazioni, costituite con la finalità di promuovere e favorire la formazione di operatori finanziari, operative in Italia tra il 2017 e il 2019.

Dietro grandi promesse di ricchezza attraverso metodi in apparenza leciti, si nascondeva un grande pericolo. "Venivano proposti, in modo del tutto abusivo, investimenti in criptovalute presentati come altamente redditizi, accompagnati dalla gestione diretta dei portafogli digitali dei clienti", spiega la guardia di finanza. Per molte persone queste promesse sono state l'inizio di un incubo che le ha portate a perdere i loro risparmi.

La guardia di finanza con l’imbarcazione sequestrata
La guardia di finanza con l’imbarcazione sequestrata

Come funziona il chain hopping, il metodo usato per nascondere le tracce di denaro

L'indagato avrebbe usato il cosiddetto "chain hopping" (letteralmente "salto della catena"): continui e velocissimi passaggi da una cripto all'altra o da valute digitali a contanti col fine di rendere impossibile il tracciamento del denaro e occultarne l'origine illecita. In questo modo l'indagato avrebbe volutamente costruito un labirinto finanziario per depistare le autorità. I circa 2 milioni di euro che erano stati fatti passare attraverso questo tunnel di riciclaggio sono stati trovati su conti che l'uomo aveva in Portogallo, Lituania, Germania, Svizzera, Francia e Regno Unito.

Con questi soldi, l'uomo avrebbe costruito un proprio stile di vita improntato al lusso: una villa e due appartamenti sul litorale romano, dove teneva anche una barca, e poi tre auto sportive di grossa cilindrata fra cui una Ferrari Portofino rosso fiammante dal valore di circa 200mila euro. Tutti beni sequestrati dai finanzieri insieme a conti correnti, diamanti, due server per mining, cioè per produrre bitcoin e simili. Nel corso delle perquisizioni sono stati trovati anche portafogli digitali contententi circa 130mila euro in criptovalute di tipo Btc, Mps, Cosmos, Tezos e Juno.

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