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Morte di Margaret Spada

Margaret Spada morta dopo la rinoplastica a Roma, chiesto il processo per i due chirurghi

La Procura di Roma chiede il rinvio a giudizio per i due medici che operarono Margaret Spada: “Nessuna indicazione sul digiuno e soccorsi tardivi”.
A cura di Francesco Esposito
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Agata Margaret Spada, morta dopo essere stata sottoposta ad una rinoplastica a Roma.
Agata Margaret Spada, morta dopo essere stata sottoposta ad una rinoplastica a Roma.
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Potrebbe essere il Tribunale a stabilire la verità sulla morte di Margaret Spada, ventiduenne di Lentini deceduta a Roma il 7 novembre del 2024 dopo un intervento di rinoplastica in un ambulatorio dell'Eur. A sedere al banco degli imputati i due chirurghi estetici Marco e Marco Antonio Procopio, padre e figlio, per cui la pubblico ministero Elenora Fini ha chiesto il rinvio a giudizio con l'accusa di omicidio colposo in ambito sanitario. L'udienza preliminare è stata fissata per settembre 2026.

I medici non le avrebbero detto di restare a digiuno prima dell'operazione

Secondo le ricostruzioni della procura, i due medici non avrebbero rispettato alcune prescrizioni necessarie all'attività chirurgica, avrebbero tardato nel chiamare i soccorsi e non avrebbero fornito le corrette informazioni alla paziente prima dell'operazione. Margaret Spada aveva scelto di rivolgersi a loro dopo aver visto la pubblicità dello studio sui social. La convenienza dell'offerta l'aveva convinta a spostarsi a Roma dalla Sicilia insieme al suo fidanzato per una rinoplastica parziale, ovvero un rimodellamento della punta del naso.

Le cose sarebbero andate per il verso sbagliato dall'inizio, con la ragazza che si è sentita male subito dopo l'anestesia. Non aveva un'allergia, ma avrebbe mangiato un panino poco prima di entrare nello studio. Secondo i pm i medici non avrebbero, quindi, avvertito la paziente della necessità di restare a digiuno prima dell'intervento. Anzi, secondo quanto riferito dalla madre di Spada a Fanpage.it, "sono stati loro a consigliare a Margaret di bere e mangiare prima dell'intervento". Margaret Spada è andata in arresto cardiaco e subito dopo ha rigurgitato.

Ritardi nel chiamare i soccorsi e defibrillatore scarico

Da quel momento scattano sedici minuti che potrebbero essere stati fatali. È questo il tempo che hanno impiegato i Procopio, difesi dall’avvocato Domenico Oropallo, prima di rendersi conto che era necessario chiamare dei soccorsi. Sempre secondo l'accusa, non l'avrebbero fatto per timore che potesse venir fuori che operavano in un ambulatorio sprovvisto della necessaria autorizzazione da parte della Regione Lazio a praticare la chirurgia.

Nel frattempo avrebbero provato a rianimare la ragazza aspirando il vomito e praticando un massaggio cardiaco. Come stabilito dai sopralluoghi in sede d'indagine, non hanno usato il defibrillatore. Era presente nell'ambulatorio, ma aveva le batterie scariche. Su questa ed altre eventuali colpe dei due medici potrebbe decidere un giudice.

Il legale dei familiari: "Ci costituiremo parte civile"

"Dalla lettura degli atti di indagine posti a fondamento, dapprima del provvedimento di sospensione dall’esercizio della professione medica ed oggi della richiesta di rinvio a giudizio, emerge un quadro probatorio che evidenzia gravi responsabilità a carico di entrambi gli imputati in relazione alla morte di Margaret Spada – dichiara a Fanpage.it l'avvocato Alessandro Vinci, legale della famiglia della giovane -. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 18 settembre e, in quella sede, i genitori di Margaret si costituiranno parte civile, partecipando al procedimento penale nell’interesse dell’accertamento della verità e delle conseguenti responsabilità".

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