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Tredicenne morta sulla Laurentina: rotonda poco visibile, 48 ore prima un altro incidente mortale

La rotatoria di via Laurentina che si è rivelata fatale per la ragazzina di tredici anni appena due giorni prima aveva già ucciso un ragazzo di 33 anni, Oscar Roselli, fisioterapista di Ciampino. Ulteriori indagini dovranno stabilire le condizioni della rotonda, dall’illuminazione allo stato della strada.
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A cura di Beatrice Tominic
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Continuano le indagini sull'incidente avvenuto in via Laurentina nella notte dello scorso 5 novembre. Per quanto accaduto fin da subito, è stata presa in considerazione l'ipotesi dell'alta velocità, ma ulteriori controlli hanno permesso di verificare anche una lieve positività all'alcol test riscontrata nella donna al volante, amica della mamma della piccola.

In queste ore, però, si sta aprendo un altro scenario: nello stesso punto, circa 48 ore prima, si è verificato un altro incidente mortale in cui ha perso la vita il trentatreenne di Ciampino Oscar Roselli. Come riporta il Corriere della Sera nella sua edizione romana questa mattina, il tratto del sinistro che ha coinvolto e ucciso Roselli, giovane fisioterapista molto stimato nella sua città che si è schiantato mentre si trovava alla guida del suv, sarebbe lo stesso in cui è avvenuto in cui è morta la piccola. Per questo adesso, occorre prendere in considerazione anche che la posizione della rotatoria, poco illuminata; lo stato del manto stradale e la generale poca visibilità del tratto coinvolto possano aver influito su quanto accaduto.

Le condizioni della rotatoria nell'incidente in cui è morto Roselli

Non soltanto il buio: quella notte, alle 4 di mattina del 5 novembre scorso, a Roma pioveva: questo avrebbe potuto rendere ancora meno visibile la rotonda. Secondo le prime ipotesi dei vigili urbani, Oscar Roselli non sarebbe riuscito a vedere la rotonda all'incrocio con via di Tor Pagnotta e si è schiantato contro il lampione. L'ipotesi è di omicidio stradale, ma per il momento non sono indicati indagati.

Le indagini per la morte della tredicenne

Nel frattempo continuano le indagini anche per la morte della tredicenne. Dopo un primo momento di accuse reciproche, le impronte digitali e il sangue rinvenuto dai rilievi incastrerebbero l'amica della mamma della ragazzina: era lei alla guida della Golf. E, come hanno stabilito gli esami di rito, aveva bevuto prima di mettersi al volante. La presenza di alcool nel corpo della donna, di 33 anni, potrebbe rappresentare un'aggravante alle accuse di omicidio stradale e lesioni. Da stabilire ancora la velocità a cui viaggiava l'automobile.

"Sono la responsabile della sua morte, non potrò mai perdonarmelo", ha dichiarato la donna. Sembra inoltre che la piccola non indossasse la cintura di sicurezza: sarebbe dovuto essere responsabilità dell donna, conducente dell'auto, fargliela mettere.

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