Factory Club Roma
in foto: Factory Club Roma

È stato condannato a undici anni di reclusione il buttafuori della discoteca Factory che nella notte tra 18 e il 19 maggio 2019 ha violentato una giovane di vent'anni. Le accuse per lui erano di violenza sessuale di gruppo e lesioni. Lo riporta Il Corriere della Sera. Si tratta della seconda condanna per quanto avvenuto quella notte nel locale dell'Olimpico dopo quella del giardiniere, condannato con il rito abbreviato a sei anni e otto mesi. Rimane invece ignoto il terzo ragazzo, frequentatore del locale, che non è mai stato identificato. È lui ad aver trascinato con la forza la ragazza fuori dal locale, in un punto buio, e a violentarla per primo. Quando il buttafuori è arrivato, invece di aiutare la giovane ha abusato di lei. Così come il giardiniere, arrivato in un momento successivo. Loro due sono stati arrestati mesi dopo lo stupro, mentre il primo ragazzo è rimasto senza volto e senza nome.

Stupro al Factory Club, indagati i gestori

Il giardiniere è stato arrestato due mesi dopo lo stupro, mentre il buttafuori a novembre, dopo essere tornato dalla Tunisia. Secondo gli inquirenti, era andato via dall'Italia per sottrarsi agli accertamenti, ma è stato fermato a Fiumicino non appena sceso dall'aereo. Era tornato dopo alcuni mesi, convinto che le acque a quel punto si fossero calmate. Sono indagati anche due gestori del locale con l'accusa di favoreggiamento: secondo le forze dell'ordine non avrebbero collaborato alle indagini per evitare accertamenti sulla gestione del locale, ritardando così l'arresto dei dipendenti. Per la pubblico ministero Francesca Passaniti, i gestori del Factory avrebbero fatto finta di non conoscere il giardiniere, che quella sera stava lavorando a nero. I gestori del Factory hanno negato che la violenza sia avvenuta all'interno della discoteca: sono stati loro a soccorrere la giovane quella notte, e a chiamare poi il 118 e le forze dell'ordine.