Tenta di rapire un bambino nel parcheggio di un supermercato a Latina: condannato a 5 anni di carcere

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Il parcheggio del supermercato di Latina (Foto da Google Maps)
Un 34enne è stato condannato a cinque anni per aver tentato di rapire un neonato dal seggiolino dell’auto della madre nel parcheggio di un supermercato a Latina.

Condanna a cinque anni di reclusione per tentato sequestro di minore. Questa la sentenza emessa ieri, 7 settembre, dal giudice del tribunale di Latina nei confronti del 34enne, cittadino iracheno, che l'8 marzo di quest'anno ha provato a rapire un bambino di pochi mesi nel parcheggio di un supermercato nel capoluogo pontino.

Il tentativo di rapimento nel parcheggio del supermercato

Già nel pomeriggio di quel giorno la sala operativa della Questura aveva ricevuto una segnalazione per la presenza di una persona sospetta che si aggirava fra la auto in sosta davanti al Carrefour fra via del Lido e via Franco Faggiana. Intorno alle 20, il 34enne si è avvicinato alla macchina dove era appena salita una donna che aveva sistemato la spesa e poi messo il proprio figlio sul seggiolino, piazzato sul sedile posteriore.

Come raccontato dalla madre agli agenti di polizia intervenuti sul posto, l'uomo ha aperto lo sportello e afferrato il bambino provando, senza successo, a toglierlo dal seggiolino. A quel punto la donna ha reagito urlando e attirando l'attenzione del padre del bimbo e di altri avventori del supermercato. L'uomo è arrivato e, insieme ad altre persone, ha prima messo in fuga il 34enne e per poi inseguirlo e bloccarlo in attesa dell'arrivo delle forze dell'ordine.

L'uomo ha dichiarato di essere stato ubriaco

Quando sono arrivati sul posto, i poliziotti hanno perquisito l'uomo trovandogli addosso un martello in gomma, oggetto che gli è valso l'arresto, oltre che per tentato sequestro di minore, anche di porto di armi e oggetti atti ad offendere. A seguito dell'identificazione e del fotosegnalamento, è emerso che risultava irregolare sul territorio nazionale. Nell'interrogatorio di garanzia aveva dichiarato di essere stato ubriaco in quel momento e di non rendersi conto di cosa stesse facendo. Il 34enne ha inoltre affermato che non aveva alcuna intenzione di rapire il bambino.

Proprio la mancanza di movente è stata alla base della difesa presentata dai legali Francesco Cossa e Teodora Gabrieli difronte al giudice per l'udienza preliminare che ha presieduto il processo con rito abbreviato. La condanna è risultata comunque inferiore a quanto richiesto dalla procura, che aveva proposto sei anni di reclusione e il pagamento di una multa di 2mila euro.

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