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Roma, una delle donne che ha occupato la casa dell’86enne Ennio: “Non siamo pentite, lo rifaremo”

“Non siamo pentite, lo rifaremo”. Così una delle donne che hanno occupato abusivamente la casa del signor Ennio Di Lalla, 86enne cardiopatico residente a Roma, ha detto a una giornalista della trasmissione “La vita in diretta”. La vicenda del signor Ennio, che era stata raccontata da Fanpage.it negli scorsi giorni, ha avuto un lieto fine ieri mattina: l’anziano è potuto ritornare nel suo appartamento dopo 24 giorni.
A cura di Redazione Roma
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Sono state scortate dai carabinieri e inseguite dai cronisti le donne che hanno occupato abusivamente la casa del signor Ennio Di Lalla, 86enne cardiopatico residente nel quartiere Don Bosco, a Roma. E incalzata dalle domande di una giornalista de "La Vita in diretta", una delle protagoniste dell'occupazione ha detto: "Non siamo pentite, lo rifaremo".

La vicenda risale allo scorso 13 ottobre

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La vicenda era stata raccontata nei giorni scorsi da Fanpage.it. Il signor Ennio era uscito di casa lo scorso 13 ottobre per sottoporsi a una visita medica. Quando era rientrato a casa l'aveva però trovata occupata e, nonostante si fosse rivolto alle forze dell'ordine, non è riuscito a rientrarne in possesso per ben 23 giorni. "Non è stata riconosciuta la flagranza del reato e perciò il mio assistito non ha avuto modo non solo di riavere il suo appartamento, che ha regolarmente acquistato, ma neanche di recuperare i suoi oggetti personali", tra cui anche le sue medicine, aveva spiegato a Fanpage l'avvocato dell'86enne, Alessandro Olivieri.

Ieri mattina però, dopo l'intervento di un magistrato, il signor Ennio è ritornato a casa. Accompagnato dai carabinieri, ha varcato nuovamente la soglia del suo appartamento: le sue cose erano state accatastate – e non distrutte come pareva in un primo momento – in una stanza per fare spazio agli arredi delle occupanti. Tra loro una ragazza di 28 anni con un cane, che è stata denunciata dai carabinieri della Compagnia Cinecittà per danneggiamento e invasione di terreni o edifici. "Pensavo non ci abitasse nessuno, non sapevo dove andare", si è giustificata la ragazza, il cui atteggiamento è stato definito "collaborativo" dalle forze dell'ordine. Il momento dello sgombero è stato comunque molto teso: sono volati insulti sia dai cittadini presenti sia dalle stesse occupanti.

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