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6 Novembre 2021
22:53

Roma, una delle donne che ha occupato la casa dell’86enne Ennio: “Non siamo pentite, lo rifaremo”

“Non siamo pentite, lo rifaremo”. Così una delle donne che hanno occupato abusivamente la casa del signor Ennio Di Lalla, 86enne cardiopatico residente a Roma, ha detto a una giornalista della trasmissione “La vita in diretta”. La vicenda del signor Ennio, che era stata raccontata da Fanpage.it negli scorsi giorni, ha avuto un lieto fine ieri mattina: l’anziano è potuto ritornare nel suo appartamento dopo 24 giorni.
A cura di Redazione Roma
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Sono state scortate dai carabinieri e inseguite dai cronisti le donne che hanno occupato abusivamente la casa del signor Ennio Di Lalla, 86enne cardiopatico residente nel quartiere Don Bosco, a Roma. E incalzata dalle domande di una giornalista de "La Vita in diretta", una delle protagoniste dell'occupazione ha detto: "Non siamo pentite, lo rifaremo".

La vicenda risale allo scorso 13 ottobre

La vicenda era stata raccontata nei giorni scorsi da Fanpage.it. Il signor Ennio era uscito di casa lo scorso 13 ottobre per sottoporsi a una visita medica. Quando era rientrato a casa l'aveva però trovata occupata e, nonostante si fosse rivolto alle forze dell'ordine, non è riuscito a rientrarne in possesso per ben 23 giorni. "Non è stata riconosciuta la flagranza del reato e perciò il mio assistito non ha avuto modo non solo di riavere il suo appartamento, che ha regolarmente acquistato, ma neanche di recuperare i suoi oggetti personali", tra cui anche le sue medicine, aveva spiegato a Fanpage l'avvocato dell'86enne, Alessandro Olivieri.

Ieri mattina però, dopo l'intervento di un magistrato, il signor Ennio è ritornato a casa. Accompagnato dai carabinieri, ha varcato nuovamente la soglia del suo appartamento: le sue cose erano state accatastate – e non distrutte come pareva in un primo momento – in una stanza per fare spazio agli arredi delle occupanti. Tra loro una ragazza di 28 anni con un cane, che è stata denunciata dai carabinieri della Compagnia Cinecittà per danneggiamento e invasione di terreni o edifici. "Pensavo non ci abitasse nessuno, non sapevo dove andare", si è giustificata la ragazza, il cui atteggiamento è stato definito "collaborativo" dalle forze dell'ordine. Il momento dello sgombero è stato comunque molto teso: sono volati insulti sia dai cittadini presenti sia dalle stesse occupanti.

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