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Roma, saltano le assunzioni delle educatrici nei nidi: “La situazione nelle scuole rischia di esplodere”

Niente assunzioni nei nidi di Roma, arriva la proroga di un anno: “Nel frattempo noi educatrici continuiamo a lavorare come precarie e senza alcuna stabilizzazione all’orizzonte: siamo pronte a mobilitarci”.
Beatrice Genovese, educatrice precaria a Roma.
Beatrice Genovese, educatrice precaria a Roma.

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"Prorogate le graduatorie dei servizi educativi degli enti locali per un anno. Per Roma davvero non si poteva fare di più?". È quanto si chiedono molte precarie che lavorano nei nidi della Capitale una volta appreso della decisione presentata nel corso della conferenza stampa del Consiglio dei Ministri dal ministro Zangrillo sulle assunzioni nei nidi delle grandi città.

"Le graduatorie comunali del personale educativo, scolastico e ausiliario potranno essere utilizzate fino all’anno scolastico 2027/2028, anziché fermarsi al 2026/2027. Una proroga di un anno che, senza dubbio, evita il rischio di un vuoto immediato e garantisce ai Comuni la possibilità di continuare ad assumere dalle graduatorie esistenti. Per migliaia di lavoratrici e lavoratori è una buona notizia, ma non per una città come Roma – puntualizza Beatrice Genovese, RSU indipendente di Roma Capitale ed educatrice precaria – la graduatoria nido conta ancora migliaia di idonei e idonee e il fabbisogno di personale educativo continua a essere elevato. Ci aspettavamo una soluzione strutturale, ma abbiamo ottenuto l'ennesimo intervento tampone".

Il bilancio delle educatrici del nido: "Un altro anno da precaria, in un limbo senza fine"

Per le precarie in attesa di assunzione la stabilizzazione sta diventando un miraggio. "Se avessimo la certezza di essere assunte sarebbe come restare in fila: aspetteremmo cinque, dieci, quindici anni ma con la certezza di riuscire a toglierci dal mondo del precariato. Così, invece, con queste continue proroghe, all'orizzonte non vediamo niente se non altri anni da trascorrere senza certezze – spiega Genovese – Non possiamo comprare una casa, non possiamo godere di giorni di malattia retribuita o ferie. In un settore che è a maggioranza femminile vuol dire non poter godere di un congedo di maternità".

Eppure nei nidi di Roma ci sarebbe bisogno di più educatrici. "I bambini e le bambine ci sono, il fuori rapporto è costante e le insegnanti di ruolo sono sempre meno. Ma noi restiamo precarie".

Cosa succede adesso alle educatrici dei nidi in graduatoria: la proroga

"Il riconoscimento dell’importanza delle graduatorie è certamente un passo avanti. Ma chi conosce la realtà dei servizi educativi sa che il problema non si risolve con un semplice rinvio della scadenza. Serve una visione di lungo periodo: valorizzare le graduatorie esistenti fino al loro completo esaurimento, investire stabilmente negli organici e garantire che il diritto all’educazione non dipenda ogni anno da proroghe dell’ultimo minuto", continua Genovese.

Questo vuol dire che non ci saranno assunzioni nei nidi a Roma? Assolutamente no. In realtà, come confermato anche a Fanpage.it dall'assessora alla Scuola Claudia Pratelli, alcune lavoratrici saranno stabilizzate. Ma per chi si trova a lavorare ogni giorno in questa realtà non bastano.

"Sono 106 e sono troppo poche. Soltanto noi precarie risultate idonee al concorso del 2018 siamo oltre tremila – spiega ancora – Non stanno mettendo in conto i pensionamenti che, inevitabilmente ci saranno visto che l'età anagrafica delle educatrici sta crescendo".

Le precarie in protesta a Roma.
Le precarie in protesta a Roma.

Da una parte le educatrici (e gli educatori ndr) risultate idonee al concorso del 2018 aspettano di essere assunte. Dall'altra, però, iniziano ad affacciarsi al mercato del lavoro anche le "nuove leve", chi ha preso una laurea in tempi recenti. "Un nuovo concorso adesso farebbe scivolare alle ultime posizioni, proprio per ragioni anagrafiche, chi era già idonea nel 2018 e che sarebbe dovuta essere già assunta da tempo, anche più di dieci anni, dietro alle nuove leve. Ma il lavoro stabile non può essere garantito soltanto a una parte, soltanto a chi è più giovane".

Il concorso per essere assunte al nido: "Dopo cinque anni ancora senza contratto"

A restare scontente di questa decisione sono tutte le persone che sono risultate idonee al concorsone del 2018 che prevedeva assunzioni a partire dal 2021. "Questa graduatoria ad esaurimento era nata per assumere chiunque fosse risultato idoneo, senza scadenza. È un concorso diverso dagli altri amministrativi dove ci sono delle persone che sono idonee e che risultano vincitrici e altre non idonee: in quei casi chi non viene assunto non lavora", spiega.

"Nel nostro caso, invece, anche senza un'assunzione, lavoriamo e continuiamo a formarci ugualmente, al pari del personale di ruolo, ma con altri contratti. Restiamo precarie, con tutti i drammi che il precariato impone – precisa ancora – In virtù di queste specifiche, noi chiediamo di rendere la graduatoria permanente fino al suo completo esaurimento. Invece rischiamo di continuare a lavorare senza sosta e, soprattutto, senza alcuna certezza di assunzione. Finché serviamo da qui alla nuova data di scadenza lavoreremmo come sempre. Poi chi può dire cosa succederà".

La comunicazione della proroga è stata resa nota durante la conferenza stampa del Consiglio dei Ministri lo scorso 4 agosto. "Queste decisioni vengono comunicate sempre d'estate, quando siamo più distratte, quando di fatto siamo disoccupate non avendo alcun contratto che ci garantisce il nostro impiego da settembre. Noi aspettavamo con ansia questo momento. L'hanno fatta passare come una vittoria quando è solo un nuovo anno in cui dovranno provare a organizzarsi. Mentre noi, invece, dopo aver trascorso i primi cinque anni a lavorare come precarie, continueremo a farlo senza alcuna stabilizzazione all'orizzonte".

Le precarie in protesta a Roma.
Le precarie in protesta a Roma.

Rischio scuola nel caos, le precarie: "Siamo pronte a mobilitarci"

Fra la fine di maggio e l'inizio del mese di giugno, le precarie dei nidi, unite alle insegnanti Mad, letteralmente Messa a disposizione per le supplenze, anche loro precarie ma non necessariamente idonee al concorso, hanno organizzato diverse manifestazioni e mobilitazioni. La conseguenza è stata data da nidi dove la carenza di personale era tangibile: troppi bambini per poche educatrici, un fuori rapporto costante e, per ovviare al problema della mancanza di sicurezza, uscite anticipate e scremature in entrata. Una situazione che, naturalmente, si è ripresentata a luglio.

Ma potrebbe non essere finita qui. "Noi siamo pronte a tornare a mobilitarci e lo faremo su due fronti: da una parte protesteremo contro il Governo, perché non ci ha dato la risposta che meritavamo. Dall'altra parte troviamo il Comune di Roma, affinché smetta di sottrarsi alle assunzioni: il Governo ha già effettuato due proroghe sul nostro concorso. E nel frattempo il comune di Roma non ha assorbito neanche la metà della graduatoria", puntualizza Genovese.

Niente assunzioni nei nidi, le parole del ministro Zangrillo

Sulla questione delle assunzioni nei nidi, le educatrici precarie delle scuole di Roma aspettavano una reazione da parte del Ministero per la Pubblica Amministrazione. Sebbene il provvedimento non sia ancora stato confermato in Gazzetta Ufficiale, a rendere nota la decisione del Consiglio dei Ministri è stato lo stesso Paolo Zangrillo.

"La validità delle graduatorie vigenti del personale educativo e scolastico dell'infanzia è stata prorogata fino all'anno scolastico 2027-2028 – ha dichiarato nel corso della conferenza stampa – Ci riferiamo al personale dei nidi, cioè a quegli educatori e a quelle educatrici che si dedica ai bimbi da 0 a sei anni. Questa norma è una norma che è stata fortemente richiesta soprattutto dalle grandi città che stanno incontrando delle grandi difficoltà nel reperire queste figure", ha poi concluso.

Da tempo, come aveva anche fatto sapere Giovanna, la presidente del Comitato Precarie dei Municipi di Roma Capitale, le persone risultate idonee al concorso del 2018 sono in attesa di essere assunte. Da quasi otto anni. "Stiamo ancora aspettando che sciolgano la riserva per poter entrare a far parte di questa graduatoria. Fino a quel momento restiamo nel limbo: siamo idonee alla graduatoria unica, ma siamo state prese in prestito per colmare le mancanze altrove".

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