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Il racconto di Giovanna: “Vinto il concorso del 2018, sono ancora precaria ma i bimbi del nido non hanno educatrici”

“Disservizi nei nidi? Il problema non è solo estivo. E nel frattempo noi restiamo precarie, pur avendo vinto il concorso del 2018 – dice Giovanna a Fanpage.it – Rischiamo di andare a casa a un passo dall’assunzione, senza sapere che ne sarà di noi”.
Una foto dalla protesta delle lavoratrici precarie dello scorso maggio in Campidoglio.
Una foto dalla protesta delle lavoratrici precarie dello scorso maggio in Campidoglio.

Lavori come insegnante o stai subendo dei disservizi come genitore e hai una storia di discriminazione e ingiustizia al lavoro che vuoi raccontare? Puoi farlo inviando una segnalazione al link di Fanpage.it.

Da settimane Fanpage.it sta raccogliendo le testimonianze di chi ogni giorno si trova a vivere disservizi nei nidi di Roma, parlando sia con le famiglie che con le educatrici che lavorano sotto organico. Le educatrici che lavorano nei nidi d'estate sono supplenti. Il loro è un lavoro precario che non dà diritto a certezze, come abbiamo visto nel corso delle mobilitazioni organizzate fra maggio e giugno scorso.

Alcune sono Mad, hanno fornito la propria Messa a disposizione e rientrano nei listoni dei municipi. Altre, invece, pur avendo vinto il concorso del 2018 che prevedeva l'esame scritto nel dicembre 2019 e la cui graduatoria è stata resa nota nel 2020, aspettano da anni di essere stabilizzata. È il caso di Giovanna, presidente del Comitato Precarie dei Municipi di Roma Capitale.

"Da anni restiamo in attesa aspettando di essere stabilizzate. Aspettiamo che il Comune o il governo facciano qualcosa: le 106 assunzioni previste dal Campidoglio (annunciate a Fanpage.it dall'assessora Claudia Pratelli, ndr) non bastano. Altrimenti saremo costrette ad andare tutte a casa con i nostri anni di esperienza, i corsi di aggiornamento, la formazione continua. Rischiamo di andare a casa a un passo dall'assunzione, senza sapere che ne sarà di noi".

Poche insegnanti al nido: "A Roma non è un problema solo di luglio, ma di tutto l'anno"

"Quello dei nidi non è un problema soltanto del mese di luglio – esordisce Giovanna – Le insegnanti al lavoro adesso non bastano neanche durante il resto dell'anno. Eppure noi ci siamo, ma il Comune di Roma non ci assume". Anche Giovanna nel 2018 ha partecipato al concorso, eppure non è mai stata assunta: lavora come precaria da anni.

"Dal Comune di Roma hanno comunicato che saranno svolte 70 assunzioni, proprio nei giorni scorsi ne hanno aggiunte 36. Ma non si rendono conto che è sempre troppo poco: 106 assunzioni non bastano ad aggiustare le falle di una scuola che lavora da anni sotto organico – aggiunge ancora Giovanna – Il problema è che la necessità di ampliare gli organici non è solo nel mese di luglio, perché purtroppo noi ci troviamo a gestire un'emergenza continua quotidiana durante tutto l'anno scolastico".

"Straordinari ogni giorno e assunzioni che non arrivano": il racconto di Giovanna

Il problema, infatti, resta tutto l'anno. "Ci sono colleghi che fanno straordinari tutti i giorni, non sempre retribuiti –  spiega Giovanna – iI problema non nasce neanche dal fatto che le supplenti non siano disponibili a chiamata, perché è impensabile una supplente 10 minuti prima dell'inizio del turno, senza che lei sappia se quel giorno lavorerà. È capitato anche che le chiamassero a metà mattinata, per provare a coprire le ultime ore prima dell'uscita: va rivista l'organizzazione".

La nota del Comune: "Criticità monitorate: stiamo fronteggiando le difficoltà"

Nel frattempo, dopo le numerose segnalazioni da parte di famiglie e insegnanti, l'Assessora alla Scuola ha diffuso una nota, già riportata anche da Fanpage.it, in cui ammette le criticità e sottolinea l'impegno per cercare di porvi rimedio.

"Si tratta di situazioni costantemente monitorate, sulle quali l'Amministrazione sta intervenendo con soluzioni immediate volte a fronteggiare le difficoltà derivanti dalla temporanea indisponibilità di personale educativo ad assumere incarichi di sostituzione, una condizione che tende a manifestarsi con maggiore frequenza nel periodo estivo – si legge – Tra le misure disposte rientrano il potenziamento straordinario degli organici e il ricorso a tutti gli strumenti attualmente previsti per garantire la continuità dei servizi educativi. Le criticità riscontrate confermano, al tempo stesso, la necessità di rafforzare gli strumenti di reclutamento a disposizione degli enti locali, così da assicurare una risposta più tempestiva ed efficace alle esigenze dei servizi educativi".

Le proteste delle precarie della scuola dello scorso maggio

Lo scorso maggio, oltre alla mobilitazione delle insegnanti a chiamata seguita da Fanpage.it, sono scese in piazza a protestare. "Il 26 maggio eravamo in Campidoglio per dire che siamo ancora in più di 2000 a essere risultate idonee al concorso di Roma Capitale – spiega – Ci sentiamo dire che ci prendiamo troppe 104, ci prendiamo le maternità, ci prendiamo i diritti. Ma poi sono le titolari ad assentarsi per più giorni a scuola. È sempre uno scaricabarile".

Tutte le promesse ricevute quel pomeriggio in piazza, secondo Giovanna, non sono state mantenute. "Sul piano assunzioni che ce ne facciamo di 106 posti che quasi non bastano  per coprire i pensionamenti? Così non si supportano le famiglie, non si supporta il lavoro delle precarie che fanno questo lavoro da cinque ma anche da 20 anni e c'è chi da anni risulta idonea dopo un concorso".

Le precarie in protesta a Roma.
Le precarie in protesta a Roma.

Il concorso del 2018 e le insegnanti risultate idonee ma ancora precarie

Il bando di concorso, infatti, risale all'agosto del 2018: "Eppure non soltanto siamo ancora precarie, ma la graduatoria che è in vigore adesso risulta essere ancora sballata, con i punteggi sbagliati. La Graduatoria Unica doveva essere utilizzata per assorbire più persone possibili e cercare di evitare questa situazione di emergenza continua – ribadisce – Le assunzioni di cui il Comune di Roma si riempie tanto la bocca, non sono sufficienti e se ne accorgono tutti: è sotto agli occhi di tutti che queste dotazioni organiche nei nidi non sono sufficienti, così come non lo sono quelle alla scuola dell'Infanzia".

E ora quelle stesse insegnanti restano senza certezze. "Ad oggi non sappiamo che fine farà la graduatoria stilata dopo il concorso: sappiamo che potrà essere utilizzata fino a giugno 2027, quindi tutto questo anno scolastico. Ma poi? Noi l'abbiamo vinto un concorso e vorremmo essere stabilizzate, anche perché serviamo. Quindi perché non stabilizzare le precarie e non rendere il servizio efficiente e funzionale?"

E ancora: "Ho seguito corsi di aggiornamento, lavoro per coprire le assenze delle insegnanti di ruolo, per sostituire chi manca per malattia, per garantire il potenziamento quando ci troviamo in classe con bimbi disabili. E ovviamente non c'è alcuna recriminazione in questo – sottolinea Giovanna – Poi però nessuno mi può assumere. Ma come mai? Non sappiamo nemmeno se l'anno prossimo lavoreremo, in quali condizioni e con quale regolamento".

"Lavoro da anni, sono idonea al concorso ma non assunta": la storia di Giovanna

Il regolamento e la vita precaria è la stessa che si trovano ad affrontare le insegnanti a chiamata che risultano negli elenchi di Messa a disposizione delle Mad: se non si è disponibili per un giorno di lavoro si scende in fondo al listone, non esistono giorni di maternità e, sebbene formalmente non possano esistere i giorni di malattia, in caso di indisponibilità è necessario inviare un certificato che assesti lo stato di salute non troppo buono. La differenza è nei requisiti: titoli affini per le Mad, mentre altre insegnanti come Giovanna hanno passato un concorso che le avrebbe portate presto all'assunzione. Dal quale, però, sono trascorsi otto anni ormai. Anche per questo i due gruppi di lavoratrici precarie (si parla al femminile visto che rappresentano la maggioranza in questi casi) si sono trovate a protestare insieme lo scorso maggio. 

"Noi idonee al concorso restiamo in attesa che il Comune o il governo rendano lo scorrimento permanente, altrimenti saremo costrette ad andare tutte a casa con i nostri anni di esperienza, i corsi di aggiornamento, la formazione continua. Rischiamo di andare a casa a un passo dall'assunzione, senza sapere che ne sarà di noi".

Nel frattempo l'Assessorato alla Scuola ha previsto una GCS, Graduatoria Capitolina per le Supplenze: "Noi stiamo ancora aspettando che sciolgano la riserva per poter entrare a far parte di questa graduatoria. Fino a quel momento restiamo nel limbo: siamo idonee alla graduatoria unica, ma siamo state prese in prestito per colmare le mancanze altrove. E finché non sciolgono la riserva restiamo in questo limbo". Difficile dire per quanto tempo. Lo scorso settembre l'Assessorato alla Scuola si sarebbe rivolto al ministero della Pubblica Amministrazione per sciogliere le riserve sul caso. "Secondo quanto ci risulta, però, avrebbe dovuto rivolgersi al Mim, Ministero dell'Istruzione e del Merito – sostiene Giovanna – Per questo abbiamo un incontro al ministro Paolo Zangrillo: vogliamo sapere che fine facciamo, non possiamo restare in attesa ancora".

Nidi sotto organico a Roma: "Ecco cosa chiediamo"

Nel frattempo anche Giovanna si trova a vivere il lavoro nelle condizioni difficili: "Il fuori rapporto dei nidi è continuo e giornalieri. Oggi emerge di più perché hanno smesso di lavorare anche le insegnanti titolari", che, come spiegato da Lidia, non possono superare da contratto le 42 settimane con i bambini in un anno.

"A quel punto è inutile stupirsi di chi sceglie il nido privato convenzionato: al contrario del comunale offre un servizio maggiore. E così il Comune perde bambini e chiude sezioni: invertire la rotta sarebbe possibile garantendo maggiore presenza di educatrici – sottolinea Giovanna – Roma Capitale ha interesse ad aprire i nidi? Ha interesse che le persone continuano a scegliere i nidi comunali, piuttosto che i convenzionati? Ha interesse a dare un buon servizio? Che le famiglie non si arrabbino? Che non non li denuncino per interruzione di pubblico servizio? Ha interesse ad avere le maestre in classe? Certo. Quindi non è che stiamo chiedendo l'impossibile", aggiunge.

"Le nostre richieste sono sostanzialmente tre: la prima è quella di aumentare l'organico dei nidi di almeno 500 unità, se non 1000 addirittura: sarebbe il giusto compromesso per mettere almeno in ogni nido una o due figure di potenziamento che potrebbero andare a coprire i buchi per dare un servizio di qualità alle famiglie e non costringere le famiglie ad andare a prendere i bambini prima – spiega Giovanna – Poi lo scioglimento della riserva o la possibilità di accedere al concorso Infanzia per chi ha il titolo affine e ha gli anni di servizio e, infine, che la nostra graduatoria diventasse a scorrimento. Questo darebbe la certezza a chi è idonea, ma si trova in fondo alla graduatoria, di essere assunte prima o poi. Possono passare anni, si continua a lavorare nel frattempo, ma con la garanzia che prima o poi il Comune assumerà", propone prima di concludere. "Ora invece non sappiamo niente. Neanche che fine faremo a settembre".

Ti riconosci nel racconto di Giovanna? Anche tu stai subendo disservizi a scuola per la mancanza di insegnante o lavori come insegnante e stai lavorando sotto organico? Manda la tua storia a Fanpage.it rispondendo al form di segnalazione e ti ricontatteremo.

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