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Roma, la banda del Trullo. Daniele Medori si difende dal carcere: “Non ho tentato di uccidere nessuno”

Daniele Medori è accusato di traffico di stupefacenti e tentato omicidio all’interno dell’inchiesta sulla banda del Trullo che ha portato anche all’arresto il boss della Banda della Magliana vicino ai Senese e di uno dei mandanti dell’omicidio di Cristiano Molè.
A cura di Simona Berterame
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Tra i tredici arresti scattati all'alba di mercoledì 15 aprile c'è anche Daniele Medori, classe 1978 un pugile amatoriale e gestiva un pub a Civitavecchia situato in una piazzetta vicino alla caserma dei Carabinieri. Un luogo, secondo le indagini, diventato punto di incontro con i vertici dell'organizzazione criminale.

Insieme a lui sono stati anche arrestati personaggi più noti come lo storico leader del gruppo dei testaccini della Banda della Magliana, Raffaele Pernasetti detto er Palletta, e Manuel Severa, detto Il Matto, considerato uno dei mandanti dell'omicidio di Cristiano Molè per il quale, lo scorso sabato, sono state arrestate quattro persone.

Le accuse

Nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Roma Medori viene descritto come fornitore e acquirente di sostanze stupefacenti (in particolare cocaina) che partecipava anche ad azioni violente. In casa sarebbero state trovate delle banconote false e cinquanta grammi di cocaina.  Medori è accusato anche di essere l'esecutore materiale dell'agguato a colpi di arma da fuoco contro O. I., avvenuto al quartiere Trullo nel luglio 2021 per un debito di droga di un centinaio di grammi.  Per gli inquirenti Medori avrebbe sparato contro la vittima con un fucile calibro 12 a canne mozze mentre si trovava a bordo di un motorino. A collocarlo su questa scena sarebbero almeno due dei cinque pentiti ascoltati nei mesi scorsi e che hanno portato al blitz di ieri mattina. La vittima dell'agguato sarebbe riuscita a fuggire perché l'arma imbracciata da Medori inizialmente si sarebbe inceppata. Ed è proprio questo secondo capo di accusa ad aver fatto scattare la custodia cautelare in carcere.

La replica dal carcere

"Lui non ha nulla a che vedere con il tentato omicidio che gli viene addossato dalla Procura di Roma" spiega l'avvocata di Medori, Anna Maria Guerri a Fanpage.it. che si fa portavoce delle dichiarazioni raccolte dal proprio assistito in carcere. Medori ha infatti espresso la volontà di professarsi completamente estraneo all’agguato del luglio 2021. L'avvocata non nasconde ovviamente il profilo criminale del suo assistito, definendolo un passato un po' "vivace" con nove condanne irrevocabili, tra cui spiccano la partecipazione a un'associazione per delinquere finalizzata allo spaccio e la cessione illecita di stupefacenti. Ma da tempo Medori, secondo il racconto della sua avvocata, avrebbe avuto una vita e un lavoro regolare. "Non sa chi sia il collaboratore di giustizia che lo accusa, non ha avuto contatti con questa persona" conclude l'avvocata Guerri.

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