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Paziente contrae una grave infezione dopo un’operazione al seno: chirurgo rischia il carcere

La Procura ha chiesto due anni di carcere per un chirurgo, accusato di lesioni colpose e di falso. Ha operato al seno una paziente nel suo studio senza autorizzazioni.
Immagine di repertorio
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Un chirurgo rischia due anni di carcere per aver operato una paziente al seno nel suo ambulatorio senza autorizzazione. Paziente che, a seguito dell'intervento, ha contratto una grave infezione. Ad avanzare la richiesta nei confronti del professionista la Procura della Repubblica di Roma con la pubblico ministero Eleonora Fini. Le accuse formulate sono di lesioni colpose e di falso. Il chirurgo infatti non ha dichiarato di essere già sottoposto a un procedimento penale nella richiesta dell'apertura di un nuovo centro di Medicina estetica.

Grave infezione dopo operazione al seno

Secondo quanto ricostruito in sede d'indagine i fatti risalgono al 2021. La paziente si è rivolta al chirurgo per lipofilling al seno. Si tratta nello specifico di un intervento di chirurgia plastica, che consiste nel prelevare il grasso da una zona del corpo della paziente, dove è in eccesso come addome, fianchi o cosce, purificarlo e iniettarlo in un'altra area, per rimodellare il corpo. Precedentemente si è sottoposta ad altre operazioni in ospedali romani, senza avere ripercussioni sulla salute. Il chirurgo però l'ha operata nel suo studio, che non ha le autorizzazioni, un ambiente non sicuro per svolgere interventi chirurgici. La donna ha contratto una grave infezione.

Ambiente non idoneo a ospitare operazioni chirurgiche

A seguito dell'operazione come riporta Il Messaggero, la paziente ha contratto Pseudomonas Aeruginosa, con successive conseguenze sulle sue abitudini di vita. La prognosi è stata di quaranta giorni ed è stata costretta a sottoporsi a un altro intervento. Oltre a un ambiente non idoneo a ospitare operazioni chirurgiche, dalle indagini è anche emerso come l'operazione non sia stata documentata né ci sia traccia dei farmaci somministrati alla paziente durante e dopo l'intervento. Per questi motivi la Procura ha chiesto due anni di carcere nei confronti del chirurgo, che dovrà rispondere delle accuse a suo carico.

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