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Otto quintali di cibo sequestrato dai Nas a Cerveteri, rischi per la salute da selvaggina non tracciata

Nas e carabinieri forestali sequestrano 8 quintali di cibo in due ristoranti a Cerveteri. Tra i prodotti anche selvaggina non tracciata, con rischi per la salute.
A cura di Roberto Abela
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Immagine di repertorio
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Quasi 800 chili di cibo sequestrato tra cui selvaggina non tracciata, che aumenta il rischio di trasmissione di virus, batteri e parassiti. È il bilancio dell'operazione messa in campo il 10 aprile a Cerveteri dai Nas e dai carabinieri forestali, sulla scia dei controlli a livello nazionale, già intensificati nella settimana di Pasqua. Una stretta che ha evidenziato anche carenze igieniche gravi, con un locale chiuso temporaneamente e un altro sanzionato.

Vista la presenza di carne di animali selvatici tra gli alimenti oggetto di sequestro, il blitz nel comune della Tuscia romana è stato condotto dai militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Roma insieme con il raggruppamento dei carabinieri forestali Cites (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora) per la Tutela della Biodiversità.

Come appreso da Fanpage.it, le forze dell'ordine sospettano che molti di questi prodotti siano il frutto di attività di caccia sul territorio, finiti poi direttamente nelle cucine senza che siano stati effettuati i dovuti controlli. Allo stesso modo potrebbero essere arrivati nelle cucine di alcuni ristoranti romani: gli esperti dei rispettivi nuclei proseguiranno con gli accertamenti anche nelle prossime settimane.

Protocolli sanitari ignorati e un deposito abusivo a Cerveteri

Una nota trattoria di Cerveteri è stata chiusa temporaneamente a causa di gravissime carenze igieniche, tra cui l'utilizzo di un deposito abusivo e il mancato rispetto delle procedure Haccp. Al locale, dal valore stimato di 500mila euro, sono stati sequestrati 190 chili di cibo, di cui 24 di selvaggina non tracciata e oltre i termini minimi di conservazione.

A una seconda attività ristorativa nel comune laziale, oltre alla mancata osservanza dei protocolli Haccp, è stata contestata la tracciabilità degli alimenti — scaduti o malconservati — e sono stati sequestrati 6 quintali di prodotti di vario genere, per un valore commerciale di 19mila euro. In terzo e ultimo caso, un noto ristorante del centro di Cerveteri è stato sanzionato per aver mantenuto i locali in condizioni igieniche inadeguate.

I carabinieri hanno ribadito una linea di tolleranza zero nell'imporre il rispetto delle norme, poiché queste rappresentano il primo, fondamentale argine per bloccare sul nascere nuove allerte sanitarie e tutelare i consumatori.

Il rischio maggiore viene dalla carne di cinghiale non tracciata

Il rischio maggiore di zoonosi, ovvero di trasmissione di una patologia dagli animali all'uomo, in questo caso riguarda la brucellosi. Una malattia infettiva causata da batteri del genere Brucella e che può infettare gli esseri umani anche con il consumo di carne di cinghiale infetta.

L'infezione può manifestarsi in modo acuto o svilupparsi lentamente. I sintomi più comuni includono febbre alta (spesso intermittente), sudorazione aumentata, debolezza, stanchezza estrema, perdita di appetito e dolori articolari e muscolari, che possono persistere a lungo. Anche se raramente è mortale grazie alle moderne cure antibiotiche, la brucellosi può causare gravi complicazioni a chi soffre di problemi cardiaci, ha un sistema immunitario debilitato o è in gravidanza.

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